le lobby sono contrarie ma tassare le bibite zuccherini non porterebbe un soldo di guai
Interessantissimo articolo
Piede diabetico. Oltre 7mila amputazioni all’anno. Ma il 60% si potrebbe evitare – Quotidiano Sanità.
appunto si potrebbero evitare! e non va bene per una delle migliori sanita’
Diabetes Trials Worldwide Are Not Addressing Key Issues In Affected Populations.
dicono gli autori: “La maggior parte dei trial sul diabete testa medicine e non i comportamenti”
Allora e’ necessario fare qualcosa per prevenire, agire sullo stile di vita potrebbe portare a notevoli risparmi: la vera spending review
ma investire anche nella diagnosi precoce dei rischi sia cardiovascolare che renale in tutte le sue forme
eppure c’e’ chi parla ancora di costi standard, riduzione costi e nessuno parla di competenza ne’ di appropriatezza
perché’ in futuro due saranno le alternative:
e’ questo che vogliono i nostri politici e i nostri bravi tecnici che dirigono le aziende sanitarie? Forse i pazienti di domani potrebbero essere loro
Big Improvement Seen In Diabetes Control Over Past Decades.
fare lo stesso con la Insufficienza renale
www.quotidianosanita.it/allegati/allegato2896405.pdf.
perche no per la IRC? >Sarebbe ora!
Pubblicati sulla G.U. del 7 febbraio 2013 gli Accordi della Stato-Regioni sul Piano nazionale per ridurre l’impatto del diabete (IL PIANO E L’ACCORDO), l’assistenza sanitaria alla popolazione straniere (PIANOE ACCORDO) e l’intesa sulla lotta contro la tubercolosi ( INTESA-LA RETE DEI LABORATORI).
Piano diabete (Accordo del 6 dicembre)
Il Piano punta prima di tutto a ridurre l’impatto del diabete, sia come incidenza che prevalenza della malattia, limitando conseguentemente tutte le ripercussioni che essa ha sulla qualità della vita per il malato e la sua famiglia. Per farlo il Piano si muove su diversi asset. Prevenzione primaria e diagnosi precoce. Su una migliore definizione degli interventi basandosi sui bisogni complessi di salute del cittadino e contribuendo al miglioramento dell’assistenza alle persone con o a rischio diabete. Per farlo si punta a servizi più efficaci ed efficienti in termini di prevenzione e assistenza, a partire da maggiori garanzie di accesso che evitino discriminazioni sociali. Ma serve anche la continuità assistenziale, con una maggiore integrazione tra gli operatori e una maggiore attenzione alle evidenze cliniche per una migliore appropriatezza delle cure. Da tutto ciò, almeno questo è l’auspicio, dovremmo ottenere meno malati, migliore assistenza e risparmi per la sanità e su tutti quei costi indiretti che il diabete provoca.