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Ipertensione. Per sei pazienti su dieci non c’è “aderenza” alle terapie. Intervista al prof. Mennini – Quotidiano Sanità

l’illustre prof. Mennini spiega come si potrebbero risparmiare tanti soldi facendo bene e non tagliando a cavolo. ma perche’ non lo (ci) ascoltano? E si ostinano ancora a proporci tagli della degenza media, partecipazione a progetti a vari cavoli a merenda?

le risoluzioni sono davanti agli occhi di tutti, sviluppate con studi seri e rigorosi

Ipertensione. Per sei pazienti su dieci non c’è “aderenza” alle terapie. Intervista al prof. Mennini – Quotidiano Sanità.

 
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Pubblicato da su giugno 17, 2013 in farmacoeconomia, top

 

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Fascicolo sanitario elettronico. Assinter: “Coinvolge 10 mln di cittadini” – Quotidiano Sanità

Fascicolo sanitario elettronico. Assinter: “Coinvolge 10 mln di cittadini” – Quotidiano Sanità.

uno dei passaggi fondamentali per il risparmio in salita. Molte volte gli infermieri e i medici sono costretti ad utilizzare ancora carta ed ancora carta per scrivere in 1000 volte nome cognome data di nascita del paziente e cose simili. L’arrivo nel fascicolo elettronico che semplificherebbe l’anamnesi avrebbe la possibilità di valutare meglio la terapia di pazienti, potrebbe fornire informazioni utili spesso ripetute ridondanti ancor più spesso errate tra una cartella e l’altra e quindi potrebbe offrire finalmente un’adeguata integrazione.

Purtroppo come si legge dall’articolo sono la Lombardia ha cercato di integrare il fascicolo elettronico con gli ospedalieri.

In ospedale la situazione è drammatica pazienti che si spostano da un reparto all’altro dove si deve rifare l’anamnesi dove si deve copiare la terapia dove si deve ricopiare tutto quello che è stato scritto in un altro reparto o addirittura fare le fotocopie.

Ancora più drammatica la situazione degli esami esami che vengono copiati per avere un trend per avere cioè la valutazione dell’andamento pensiamo alla glicemia, il colesterolo, alla creatinina, in ogni caso un paziente cronico ha bisogno di avere un trend laboratoristico che lo accompagni nel tempo e bene

Molte volte questo trend è assente o impossibile da avere nonostante il paziente possa essere schedato in qualche database amministrativo. L’adozione finalmente di un fascicolo elettronico che obblighi le varie aziende ospedaliere e i vari servizi informatici a parlare tra di loro a scambiare condividere le informazioni potrebbe essere la chiave di volta per un futuro che veda una riduzione intelligente e effettiva del personale creando al contempo nuovi posti di lavoro nuova conoscenza nuova formazione in una ambiente che sempre di più può offrire spunti interessanti di conoscenza innovazione ed alta tecnologia

 

I “tagli arbitrari” di Zingaretti e l’assenza di un vero piano di rilancio della sanità laziale – Quotidiano Sanità

non si puo’ non essere d’accordo con Polillo:

I “tagli arbitrari” di Zingaretti e l’assenza di un vero piano di rilancio della sanità laziale – Quotidiano Sanità.

La prevista drastica riduzione delle Unità operative semplici e complesse non può essere lasciata all’arbitrio dei singoli Direttori generali, sulla base di criteri soggettivi o contingenti quali ad esempio la vacanza dell’incarico per pensionamento o per mancato affidamento.
La ridefinizione delle Unità operative di un ospedale o di una ASL deve invece avvenire in coerenza con quanto avviene negli altri presidi regionali in un chiaro contesto di programmazione regionale, all’interno della quale le scelte, per tagliare finalmente rami secchi e duplicati o per sostenere strutture carenti ma valide e necessarie, dovranno poi essere determinate da criteri trasparenti e conosciuti. Volumi di attività, appropriatezza, valutazione degli esiti, appunto.

Al progetto di riordino complessivo del sistema si è sostituito il taglio brutale di Unità operative nel Lazio che sarà lasciato alla totale arbitrarietà dei singoli Direttori generali. 
 
Direttori Generali  a cui, è bene ricordarlo,  non compete la programmazione regionale ma la gestione dei territori loro affidati e che quindi opereranno le loro scelte su quali UOC dimettere e quali conservare,  sulla base di criteri e giudizi inevitabilmente soggettivi e quindi parziali. Con un ulteriore aggravante che essendo stati  i Direttori Generali nominati dalla precedente amministrazione essi saranno inevitabilmente tentati di essere più realisti del re  nel compiacere chi dovrà rinnovare loro l’incarico. La scelta che la regione ha compiuto delegando  agli altri il triste compito  di scontentare la categoria con tagli pesanti e non certi indolori,  è simile al gesto di colui che lancia il sasso e nasconde la mano.   
 
Facendo così si perde il senso della necessità, si rinuncia a programmare le UOC in base alle reali necessità assistenziali della regione (tagliando i rami secchi e i duplicati, ma implementando le strutture carenti)   e si lasciano i professionisti che da tali misure verranno danneggiati  nel sospetto che la scelta sia stata dettata da motivi personali e non di merito.
Un inizio di legislatura dunque non certo incoraggiante, che non può essere giustificato dalla urgenza di intervenire, e che quindi non lascia intravedere quella discontinuità di cui la regione ha bisogno per uscire dalla crisi.  

ma ancora dei dati e prese di posizione:

ed inoltre: I tagli di Zingaretti e la mancanza di programmazione – Quotidiano Sanità. Un dramma continuo

Avevamo gia’ detto che la chiusura di SC senza un criterio un merito (o demerito), senza un piano e senza indicatori di qualita’, fa nascere il sospetto di una faida, tagliare quelli poco fedeli, lasciare i fedeli, mettere dietro l’angolo il merito

E soprattutto rinunciare al benchmarking cioe’ Alla possibilità di misurare contemporaneamente in più strutture complesse indicatori di qualità efficacia ed efficienza. Scegliere di non utilizzare la qualità ma di affidare a direttori generali legati alla politica e ingranaggi di una filiera politico sanitaria è la scelta peggiore che si possa immaginare e che non ha nessun riscontro con i livelli di qualità .

Ancora una volta proclami di qualità di trasparenza di sensibilizzazione e di meritocrazia vengono immediatamente messi dietro le spalle, sconfessati e brutalmente ignorati.

 è necessario che sistemi di qualità vengano implementati a livello centrale, ministeriale, a cui tutti debbano ottemperare. Diversa è la gestione che può essere diversificata a seconda delle zone delle regioni e delle città, ma gli indicatori di qualità professionali dovrebbero essere emanati centralmente dal ministero ed essere il primo hotel centrale delle scelte che riguardino le strutture e gli ospedali.

Senza una coscienza dell’importanza degli indicatori di qualità la nostra sanità distrutta dalla dermatologia dalla mancanza di meritocrazia dall’asservimento alla politica continuerà a peggiorare inesorabilmente.

 

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Mediterranean Diet, Kidney Function, and Mortality in Men with CKD

Mediterranean Diet, Kidney Function, and Mortality in Men with CKD.

la dieta mediterranea che altro se non una dieta ipoproteica ad alto valore energetico.?

Cosa dicono i soloni anti dieta?

 
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Pubblicato da su giugno 13, 2013 in CKD, Nutrizione, top

 

Farmaci cardiovascolari: il problema è l’aderenza

Farmaci cardiovascolari: il problema è l’aderenza.

aderenza worpress

Le malattie cardiovascolari rappresentano la maggior causa di morbilità e mortalità dei paesi industrializzati con elevati costi per sistemi sanitari. Se si considera la sola ipertensione arteriosa, in numeri sono impressionanti. L’Oms considera questa patologia come la principale causa di decessi e come fattore chiave nel 49% delle malattie coronariche e nel 62% dei casi di ictus e di malattie cerebrovascolari. Colpisce ormai quasi il 30% degli italiani, soprattutto nelle fasce di età dai 45 ai 75 anni con un’incidenza maggiore in quest’ultima fascia di età. Per questa patologia disponiamo di numerosi farmaci molto efficaci. Diuretici, beta-bloccanti, Ace-inibitori, Sartani, Calcio-antagonisti da soli o in combinazione offrono possibilità di controllare la pressione arteriosa in pressoché tutti i pazienti. A fronte di questo vasto armamentario terapeutico si assiste ad un controllo insufficiente della patologia per la scarsa aderenza dei pazienti alla terapia. Secondo recenti dati  (Health Search 2010), l’aderenza alla terapia antipertensiva in Italia è pari al 53,7% dei casi!. le ragioni della scarsa aderenza sono molteplici . Molto importante è la percezione sintomatologica della malattia. L’ipertensione è chiamata “the silent killer”, (il killer silenzioso) perché raramente causa sintomi; solo in alcuni casi possono manifestarsi cefalea, vertigini, emorragie nasali, sudorazione.  Pertanto a lungo andare il paziente tende ad assumere i farmaci con meno frequenza.  Altre ragioni di scarsa aderenza sono gli effetti collaterali dei farmaci o  eventuali interazioni . La scarsa aderenza può derivare anche da un uso non attento dei farmaci generici. Se il paziente non è ben informato, può avere una percezione del farmaco generico come un farmaco di minore qualità.  Inoltre se in un trattamento cronico si continua a sostituire tra “brand” e generico ma anche tra generico e generico si possono ottenere variazioni delle concentrazioni ematiche del principio attivo che può indurre sintomi che inducono il paziente  a ridurre la’assunzione dei farmaci. La differenza, inoltre, di confezioni può indurre  rischio di confusione nel paziente nell’assunzione quotidiana dei farmaci. Con farmaci cosi efficaci nel controllare la pressione arteriosa, l’aderenza alla terapia dovrebbe essere altamente considerata sia dal medico sia dal paziente.

 
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Pubblicato da su giugno 12, 2013 in top

 

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Assistenza primaria. Indagine Cerismas: misurazioni performance diffuse ma poco usate – Quotidiano Sanità

Assistenza primaria. Indagine Cerismas: misurazioni performance diffuse ma poco usate – Quotidiano Sanità.

ancora indicatori per la qualita’ delel cure.

altro che budget !!!!!

 

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Medicina basata sul «valore» – Corriere.it

Medicina basata sul «valore» – Corriere.it.

ecco quello eh anche la SIN dovrebbe fare: sviluppare degli indicatori di quailita’ “professionale” che misurino l’attivita’ nefrologica

dall’articolo:
 ”Che cosa propone  la Value based medicine? «Il punto nodale per applicare questa filosofia è quello di valutare l’esito delle cure attraverso indicatori clinici di risultato che siano scientificamente validi e facilmente utilizzabile nella pratica quotidiana -  Attraverso di essi è possibile misurare l’effetto delle cure. E in tal modo si potranno confrontare i centri medici su base oggettiva, orientando le risorse su quelli in grado di fornire i risultati migliori»..”

Allora avremo dei dati puliti da pendere per far capire l’importanza della nefrologia e del lavoro dei nefrologi.

per fortuna che la Sicilia ha fatto e molto.

con piu’ di 961 milioni di rusultati su google

 

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Resistere non basta più, serve il cambiamento | Linkiesta.it

Resistere non basta più, serve il cambiamento | Linkiesta.it.

una situazione dramamtica. I grafici lo dimostrano ampiamente ma dimostrano anche che l’unica cura e’:

cambiare la clase dirigente, tutta, senza alcuna eccezione e dare agli usciti il minimo della pensione. Per i danni che hanno fatto!

 
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Pubblicato da su giugno 8, 2013 in management, top

 

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CON I FLUOROCHINOLONICI ORALI AUMENTA IL RISCHIO DI MALATTIA RENALE

Sanità News.

Cavolo un bel guaio !

Secondo uno studio pubblicato sul Canadian Medical Association Journal, il rischio di malattia renale acuta raddoppia per le persone che assumono antibiotici fluorochinolonici orali. I fluorochinoloni, compresa la ciprofloxacina, la levofloxacina e la moxifloxacina, sono antibiotici ad ampio spettro comunemente usati per trattare le infezioni delle vie respiratorie e urogenitali. Dai dati della ricerca e’ emerso che l’uso corrente di fluorochinoloni orali aumenta il rischio di danno renale acuto e che il rischio e’ piu’ alto con la ciprofloxacina, seguita dalla moxifloxacina. L’indagine della University of British Columbia ha, inoltre, rilevato che l’uso concomitante di un fluorochinolone orale e dei bloccanti del sistema renina-angiotensina, classe popolare di farmaci cardiovascolari, aumenta il rischio di insufficienza renale acuta di 4,5 volte. “Abbiamo rilevato un aumento del doppio del rischio di danno renale acuto che richiede ricovero ospedaliero con l’uso di antibiotici fluorochinolonici tra gli uomini adulti”, ha spiegato l’autore dello studio Mahyar Etminan.

 
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Pubblicato da su giugno 6, 2013 in malattie renali, top

 

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