RSS

Infografica: meritocrazia, sapete come si piazza l’Italia in Europa? |Ecco perche’ siamo in declino. #meritocrazia

08 Feb

Questo e’ il problema principale Italiano. ogni volte che abbiamo un problema e ricordiamoci che non c’e’ piu’ una classe dirigente e chi e’ al vertice non e’ mai stato nominato (nella maggior parte dei casi)  per motivi professionali ma solo per raccomandazioni od appartenenze (vedi De Rita-Censis). E le raccomandazioni non ci indignano piu’ anzi sono lo trumento accettato per fare carriera.

Anzi per difendersi dalle nomine basate sul merito noti personaggi affermano testualmente:

Infografica: meritocrazia, sapete come si piazza l’Italia in Europa? | Blog AdviseOnly.

“Studia e diventerai qualcuno”, ora sono i cinesi a insegnarci la meritocrazia | Linkiesta.it.

L’ Italia ineguale | Meritocrazia.

La meritocrazia in Italia non esiste | il Ritaglio.

Scurriculum. Viaggio nell’Italia della demeritocrazia – | renalgate.

meritocrazia? No peggiocrazia!!!!!!! | renalgate.

Il vizio della raccomandazione  che non ci fa indignare più – Corriere della Sera Corriere.it Social su Facebook.

L’Italia uccida dalle clientele di De Rita del Censis

Italiani e raccomandati – Paperblog.

quello che ha scritto Pirani. di Repubblica Altro che concorso basta uno sguardo sempre di Pirani di “La Repubblica”
GA Stella sul Corriere

La parabola dell’inefficienza – Corriere.it.
Le nomine fatte per appartenenza, per raccomandazione, senza tener in alcun conto l’esperienza, la conoscenza e tutto quello che si e’ fatto. , Ma non si rendono conto che oggi il sistema che hai adottato domani lo avrai da subire?

Non vedono che se oggi nomini un primario e te la ridi, domani potresti essere vittima di frane, Alluvioni, rapine, soprusi da parte di altri che hanno utilizzato il tuo stesso criterio per la scelta e per le nomine?

Leggete questa raccomandazione basata su intercettazione

Sanità, chi affronta corruzione e sprechi? 

Sanità, ecco il dossier segreto “Sprechi, clientele e corporazioni” – Roma – Repubblica.it.

Lazio: strapotere della politica, carenza di strategie e autoreferenzialità dei manager: ecco il «rapporto-accusa» dell’ex subcommissario Giorgi – Sanità – Il Sole 24 ORE.

vogliamo questo: far lasciare il paese ai nostri figli: (. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l’affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.) ecco perche’ se ne vanno: Fuga di cervelli all’estero? Presentati i dati della Fondazione Giorgio Pardi.,    AUMENTANO I MEDICI CHE SI CANCELLANO DALL’ORDINE: È FUGA ALL’ESTERO. soprattutto perche’ manca il merito.

Definizione: la meritocrazia è un principio di organizzazione sociale in base al quale ogni promozione, ogni gratifica, trae fondamento dalle capacità personali dell’individuo. Si tratta di un assunto tanto semplice nella sua formulazione, quanto difficile da praticare nella realtà.
Esiste una formula “matematica” per esprimere il concetto: M = IQ + E. Stando alla formula, elaborata da Sir. Michael Young, il merito (M) è dato dalla somma fra il quoziente intellettivo (IQ) e lo sforzo individuale profuso da ciascuno nel raggiungimento del proprio obiettivo (E).
La formula ha un impatto mnemonico immediato e, anche se non tiene in considerazione il ruolo del “contesto”, mette subito in evidenza un fatto importante. Il merito dipende da una dimensione non controllabile, il quoziente intellettivo, e da una su cui si può lavorare individualmente. Nel gioco della tombola naturale, ciascuno di noi avrà già avuto modo di ringraziare o meno la fortuna per quello che ha potuto ottenere senza aver chiesto nulla in cambio.
Quindi, per un attimo, dimentichiamo questo fattore e concentriamoci sulla “E”, sullo sforzo e sull’impegno. Ma facciamo anche un altro passo avanti. Nella lista degli elementi su cui si può lavorare, aggiungiamo il fattore contesto sociale per avere una rappresentazione più completa delle dinamiche del merito. Questa piccola correzione alla formula originaria, Sir. Michael non me ne voglia, dovrebbe far riflettere e portarci a ritenere con convinzione che ci sono dei margini di miglioramento della realtà in cui viviamo.
Solo, occorre mobilitare le proprie risorse e impegnarsi al massimo. Aspettare Godot, lo sappiamo già, è assolutamente inutile e controproducente.
Se vuoi cambiare il tuo paese devi cominciare dal tuo villaggio
I proverbi cinesi racchiudono una grande saggezza, ma quale potrebbe essere il primo passo di una rivoluzione meritocratica? Ognuno di noi avrebbe una propria agenda di priorità basata su concrete esperienza di vita quotidiana. Lavoro, istruzione, impresa, competitività, sono tutti ambiti in cui le azioni meritocratiche potrebbero davvero incidere positivamente. Si tratta di temi importanti, cruciali, trasversali come la meritocrazia.
La realtà è che forse non esiste un solo primo passo. I primi passi da fare sarebbero tanti e, sicuramente, occorrerebbe muoversi con l’accortezza di chi cammina consapevolmente su di un campo minato.
Il nostro Paese è ricco di talenti, ma sconta un’arretratezza strutturale davvero notevole che ne frena il pieno sviluppo. Perdiamo il filo con una divagazione, scendiamo per un attimo sulla terra e pensiamo di doverci svegliare domani con l’intenzione di aprire una nuova impresa. Alzi la mano chi non ha avuto un mancamento, anche di lieve entità.
Quanto allo sviluppo, comunque, è interessante il risultato di un’indagine condotta da RGA sul grado di “competitività sostenibile” che caratterizza l’ambiente economico nostrano. Lo studio, da un punto di vista metodologico, integra l’indice di competitività globale elaborato dal World Economic Forum con i risultati di un’indagine condotta su oltre 50 aziende italiane. Ciò che viene fuori, in sostanza, è un indice di competitività sostenibile sulla base del quale è possibile eseguire dei confronti internazionali.
Ebbene, in questa classifica l’Italia si posizione al 27° posto sui 40 paesi considerati. Inoltre, gli indicatori in cui l’Italia mostra le maggiori difficoltà riguardano la Meritocrazia nel top management (terzultimo posto, prima di Egitto e Bangladesh), gli investimenti in formazione e sviluppo da parte delle imprese (penultimo, seguito dall’Egitto), il grado di Accountability e trasparenza dei consigli di amministrazione (penultimo posto).
Lascio al lettore il compito di commentare ognuno di questi argomenti. Di merito, dunque, bisogna parlare: le discussioni, i confronti, i dibatti sul tema non sono mai abbastanza. E, tornando per un attimo al proverbio cinese, sembra proprio che l’argomento ci riguardi in prima persona. (AQ)

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 8 febbraio 2015 in meritocrazia, top

 

Tag:

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: