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5 Diagnostic Errors to Avoid: The Patient With GI Symptoms (da parte di medici NON gastroenterologi)

14 Feb

Sorgente: 5 Diagnostic Errors to Avoid: The Patient With GI Symptoms

 

Aumentano i rischi per i malati e gli sprechi per il Ssn. L’allarme dell’Aigo e le proposte per un’assistenza ‘doc’ Sorgente: Sanità, solo il 7% di pazienti con malattie digerenti curato nel reparto giusto – Repubblica.it

Si dimostra come non sia possibile per tutti capire immediatamente la natura dei problemi se non specialisti.

La diagnosi e’ una cosa seria ed e’ induttiva cioe’ prima la sospetti poi la confermi. ma se non la sospetti (perché’ non la conosci) non la indaghi e quindi NON CHIAMi neanche il reperibile. Ma i soloni che ci dicono come fare l’hanno mai fatta una diagnosi?

Ed allora ci si domanda come sia possibile che ospedali di eccellenza che hanno reparti specialistici non abbiano una copertura specialistica di 24 ore. Allora delle due l’una o non c’e’ bisogno di reparti specialistici visto che l’assistenza e’ confinata a meno della meta’ dei giorni di cura (manca la notte, le domeniche e il sabato pomeriggio) oppure se e’ necessaria e non e’ pensabile ricorrere alle consulenze si adotti una assistenza specialistica 24 ore. Cosi’ come tutte le altre branche specialistiche dove, se presenti in reaprti strutturati, hanno spesso ricoverati molto specialistici con problematiche specialistiche conseguentemente non capibili e valutabili immediatamente da non specialisti. Pensiamo al trapianto dove variazioni minime possono fare la differenza, pensiamo ai pazienti acuti nefrologici, pensiamo ai disturbi endocrinologici gravi spesso pero’ del tutto sconosciuti a medici specialisti di altra branca e quindi non capibili e neanche sospettabili. Pensiamo anche alle innumerevoli problematiche del paziente anziano fragile (ora massivamente presente nelle nostre corsie e spesso in abrella) che spesso sono del tutto sconosciute a non specialisti .

Infatti come e’ noto la diagnosi si basa su un processo induttivo, in altre parole si cerca cio’ che si conosce e si viene allarmati da segni e sintomi basati sull’esperienza e sulla conoscenza.[1] [2] (Peter Medawar, nel contrapporre al medico induttivista il medico critico, si ispira alla descrizione che, del metodo scientifico, ha dato Karl Popper (1902-1994). Popper criticando l’assunto empirista che la teoria derivi dall’osservazione dei fatti ha dimostrato come non esista un’osservazione pura e quindi come il primo passo nel processo scientifico non sia l’osservazione, ma la formulazione di ipotesi. Come abbiamo visto il medico affronta la malattia, con in testa delle idee, selezionando in base alle ipotesi che formula un campo di osservazione che sottopone poi al controllo dei diversi referti ed esami clinici. )[3] E’ questo uno dei motivi fondamentali dell’abbondanza di esami (spesso inutili) che vengono richiesti per la medicina difensiva e soprattutto prescritti da medici in formazione che tendono a colmare il loro gap culturale con l’aumento delle ipotesi diagnostiche e con la ricerca di maggiori informazioni possibili. Quindi il problema e’ la scarsita’ di un background comune di esperienza e conoscenza che manca completamente soprattutto tra gastroenterologi e nefrologi e viceversa.

[1] http://www.vaxmax.it/Sibilla/ScientificAmerican.htm

[2] https://www.dropbox.com/s/ippu3e0mjyjydyi/Screenshot%202015-06-05%2017.36.23.png?dl=0

[3] http://www.paoloferliga.it/appunti/37-teoria-della-scienza-e-medicina.html

 

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