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JAMA Network | JAMA | Assessment of Clinical Criteria for Sepsis:  For the Third International Consensus Definitions for Sepsis and Septic Shock (Sepsis-3)

28 Feb

New definition of septic shock will result in more precise diagnoses and better epidemiological tracking.

Sorgente: JAMA Network | JAMA | Assessment of Clinical Criteria for Sepsis:  For the Third International Consensus Definitions for Sepsis and Septic Shock (Sepsis-3)

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La Sepsis Definitions Task Force, ampliando i dati quantitativi disponibili, ha aggiornato le definizioni per la diagnosi della sepsi e dello shock settico e i relativi criteri clinici con documenti di consensus, due relazioni e una sintesi, pubblicate su JAMA. Sepsi e shock settico. Nuovi criteri per la diagnosi – Quotidiano Sanità

Over many years, the terms sepsis and septicemia have referred to several ill-defined clinical conditions present in a patient with bacteremia. Definitions have not changed greatly since 1914, when Schottmueller wrote, “Septicemia is a state of microbial invasion from a portal of entry into the blood stream which causes sign of illness.: Septic Shock: Practice Essentials, Background, Pathophysiology

Sepsis, severe sepsis, and septic shock represent increasingly severe systemic inflammatory responses to infection. Sepsis is common in the aging population, and it disproportionately affects patients with cancer and underlying immunosuppression. In its most severe form, sepsis causes multiple organ dysfunction that can produce a state of chronic critical illness characterized by severe immune dysfunction and catabolism. Much has been learnt about the pathogenesis of sepsis at the molecular, cell, and intact organ level. Despite uncertainties in hemodynamic management and several treatments that have failed in clinical trials, investigational therapies increasingly target sepsis induced organ and immune dysfunction. Outcomes in sepsis have greatly improved overall, probably because of an enhanced focus on early diagnosis and fluid resuscitation, the rapid delivery of effective antibiotics, and other improvements in supportive care for critically ill patients. These improvements include lung protective ventilation, more judicious use of blood products, and strategies to reduce nosocomial infections. Sorgente: Sepsis: pathophysiology and clinical management | The BMJ

Sorgente: Septicemia the Most Expensive Condition Treated by Hospitals

Del tutto recentemente la TASK force per la diagnosi di sepsi (grave infezione che interessa tutto l’organismo)  ha raccomandato un nuovo e semplificato sistema per la diagnosi di shock settico (condizione di grave instabilità cardiaca a rischio di morte dovuta ad infezione)

Per la diagnosi di sepsi è stato utilizzato un modello basato su punteggio detto Q-SOFA dove Q sta per Quick (veloce) con valutazione di parametri clinici facili da valutare come una frequenza respiratoria superiore a 22, alterata funzione di coscienza e pressione arteriosa particolarmente bassa . Questi parametri consentono di valutare il paziente fin dal primo soccorso in ambulanza dove, nel caso ci fosse bisogno di particolari farmaci che sostengono la funzione cardiaca ,si potrebbe configurare la diagnosi di shock.

Una definizione di shock settico era presente fin dal 1991 ma recentemente si è reso evidente che fosse basata su una gran varietà e disparità di criteri. Questo ha costretto ad un riesame e rivalutazione di tali criteri basati per la prima volta su nuovi dati derivati dalle cartelle cliniche elettroniche di circa 700.000 pazienti reali.

Lo shock settico è un’evenienza importante e pericolosa. Negli USA l’incidenza è 3 ogni 1000 abitanti, mortalità 29% e costi enormi

La nuova definizione proposta per shock settico è un cambiamento che fornisce coerenza basandosi su versioni semplificate, più cliniche e meno dipendenti da sofisticati esami diagnostici permettendone un precoce riconoscimento, anche e soprattutto in ambiente non specialistico, una diagnosi univoca e concorde e un miglior trattamento con forti risparmi in denaro e vite umane.

 

 

 

 

 

 
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Pubblicato da su 28 febbraio 2016 in AKI, malattie renali

 

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