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«Libera professione intramoenia da abolire: è fonte di diseguaglianza e corruzione» come la penso io: una proposta “decente”

18 Mar

«D’Alema, reagisci, rispondi, di’ qualcosa [si vede e sente Berlusconi che parla], reagisci, e dai, dai, rispondi, D’Alema, di’ qualcosa, reagisci, dai, di’ qualcosa, D’Alema, rispondi, non ti far

Sorgente: Ma l’intramoenia è di destra oppure… di sinistra? | Sanità24 – Il Sole 24 Ore

Enrico Rossi su facebook: «Libera professione intramoenia da abolire: è fonte di diseguaglianza e corruzione» | Sanità24 – Il Sole 24 Ore

: Intramoenia. Rossi (Toscana) dice basta: “Va abolita. Produce corruzione. Al lavoro per proposta di legge d’iniziativa popolare” – Quotidiano Sanità

Il governatore toscano Enrico Rossi ribadisce la propria posizione, malgrado il coro di contestazioni che ha seguito le sue dichiarazioni sulla : Intramoenia, Rossi insiste: «È un’indecenza» | Sanità24 – Il Sole 24 Ore

 

«D’Alema, reagisci, rispondi, di’ qualcosa [si vede e sente Berlusconi che parla], reagisci, e dai, dai, rispondi, D’Alema, di’ qualcosa, reagisci, dai, di’ qualcosa, D’Alema, rispondi,Sorgente: Ma l’intramoenia è di destra oppure… di sinistra? | Sanità24 – Il Sole 24 Ore

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 come la penso io: una proposta “decente”

 

Giusto quello che dice il Ministro Lorenzin: la attività intramoenia non deve essere abolita ma deve essere modificata.

Ed e’ anche giusto quello che dice Rossi: così e’ indegna ed e’ fonte di sperequazioni. Prima di tutto tra medici che possono permettersi tale attività per le specializzazioni che più di altre possono indurre prestazioni ambulatoriali. Ma soprattutto nei confronti dei pazienti

Non e’ certo degno di un paese civile mortificare i poveri che aspettano mesi per avere una prestazione dagli stessi medici che a pagamento la assicurano a chi può permetterselo.

Basta frequentare i social per capire che, come dice Rossi, tra aspettare mesi e sapere di averlo entro due o tre giorni a pagamento induce proteste, svilimento e reazioni furiose in coloro che incappano in tale perverso meccanismo.

Ancora un’altra stortura: i cosiddetti primari (tanto per capirci) quasi mai fanno ambulatorio, per essere visitati da loro si deve andare a pagamento e, se e’ vero che sono i più bravi (!?) perche’ privare la popolazione del loro prezioso contributo?

Recentemente due articoli pubblicati si riviste di alto livello internazionale puntavano sull’attività libero professionale ritenendola non etica e fonte di diseguaglianze inaccettabili

 

Private practice is unethical—and doctors should give it up | The BMJ

 

For-profit hospitals lead the way in price gouging | Physicians for a National Health Program.

 

Detto questo, e proprio per non essere equivocato, io non sono contro l’attività’ libero professionale, anzi potrebbe essere uno dei parametri per valutare la clinical competence e la empatia dei medici. E il discorso che faccio riguarda solo ed essenzialmente l’attività privata in commistione con quella pubblica e cioè l’attività libero professionale intramoenia. Io sono CONTRO il fatto che i poveri debbano essere penalizzati.

Quale potrebbe essere la soluzione?

La soluzione è la libera professione “comperata” dalla azienda ospedale per la quale si lavora. Semplice no?

Tra l’altro e’ un istituto contrattuale e mi meraviglia che i sindacati si siano subito scagliati contro la proposta e quindi confermino quello che molta popolazione pensa della classe medica: una casta e venale. Se fossero stati i sindacati ad anticipare i tempi, se si mettessero per una volta dalla parte del cittadino, non sarebbero i politici, dell’una e dell’altra parte, spesso incompetenti, a fare proposte. Ma i sindacati sono spesso corporativi e hanno perso la loro spinta propulsiva a favore della sanità pubblica e vera. Oramai mi sembra che solo Gimbe si scagli sempre e comunque per salvare il SS:

In ogni caso la attività libero professionale acquistata dalle aziende sanitarie permetterebbe di avere diversi vantaggi:

  1. incentiverebbe i direttori generali ad utilizzare meglio le risorse interne omogeneizzando le piante organiche, governando le liste di attesa ricorrendo all’appropriatezza, ed usando il governo clinico invece che sistemi “fiduciari”
  2. premierebbe i migliori visto che un sanitario molto richiesto (e magari poco valorizzato in azienda) avrebbe carte da giocare in senso meritocratico. E’ ovvio che a breve scadenza potrebbero intervenire sistemi di marketing, ma a lunga scadenza un sanitario che si facesse forza solo dell’immagine, ma di scarsa qualità, sarebbe pian piano emarginato
  3. ci sarebbe un giusto equilibrio tra attività per CUP e attività acquistata in modo da bilanciare abusi e convenienze (10 visite in 5 ore a CUP non potrebbero essere paragonate a 50 visite in 10 ore dichiarate in intramoenia)
  4. Limiterebbe le attività al di fuori delle mura ospedaliere facendo rientrare nella sanità pubblica molta attività privata esterna.
  5. Permetterebbe di avere un piccolo tripadvisor non tanto delle strutture ma dei sanitari afferenti, e sarebbe interessante vedere se e quanto i giudizi dei primari o delle direzioni siano allineati a quelli dei pazienti ed anche, perché no, se i giudizi sui primari effettuati dalla aziende al momento delle nomine ripecchino veramente e totalmente la realtà delle cose. Oltre ovviamente a baypassare le incomprensione e le lotte di potere all’interno dei reparti. Ve lo immaginate un medico a cui tutti si vogliono affidare che invece sia negletto e l’ultimo nella considerazione aziendale?
  6. Permetterebbe di valutare le strutture che sono particolarmente sottodimensionate e dove la programmazione locale o regionale ha fallito; un sistema di controllo anche politico dunque.
  7. Permetterebbe di valutare le direzioni generali sull’organizzazione delle strutture, la Corte dei Conti potrebbe essere chiamata ad esprimere giudizi su quanto speso per acquistare intramoenia e su sprechi e corruzioni che sono la palla al piede della sanità
  8. permetterebbe di guadagnare un giusto denaro al servizio dei pazienti senza essere tacciati di opportunismo
  9. permetterebbe di ridurre il ricorso ai convenzionati esterni ceh gudagnao sul facile e comodo lasciando agli ospedali il difficile, il contenzioso, il non remunerativo

 

Mi immagino le critiche a questa proposta ma faccio notare che pian piano si arriverà a questo. Nella stessa Toscana il ricorso a strutture esterne convenzionate sta uccidendo la professione medica dei professionisti che ancora vogliono lavorare per il pubblico e rimanere nel pubblico. Ed inoltre attenzione alle 11 ore di riposo: la azienda sanitaria potrebbe pretendere che il sanitario si astenga da qualunque prestazione sanitaria per 11 ore, anche quelle private, per avere appunto, un sanitario riposato. Ancora non ci hanno pensato ma vedrete che ci si arriverà

Come potrebbe funzionare?

In Liguria, dice doctor33 (7 aprile 2014) “Né libera professione intramoenia né straordinario con apertura degli ambulatori fino a notte come in Veneto, ma una terza via – prevista dai contratti dei medici ospedalieri e del comparto – quella sperimentata a La Spezia da medici e infermieri del reparto di chirurgia vascolare del Sant’Andrea: i sanitari effettuano visite ed eco-doppler come prestazioni aggiuntive fuori orario di lavoro per ridurre le liste d’attesa, con qualche risparmio per la sanità pubblica… a prezzi concordati e calmierati”.

Ebbene se una attività ha lunga lista di attesa il Direttore generale compra attività libero professionale dal singolo medico a prezzi di mercato e con contrattazione. Il paziente sceglie il sanitario da cui vuole essere visitato, il sanitario sceglie anche l’equipe (medici, infermieri) da cui vuole essere affiancato.

Così anche attività che non consentono visite ambulatoriale potrebbero giovarsene (ad esempio la dialisi). Al paziente anche esente potrebbe essere richiesto il ticket, ma il sistema sanitario potrebbe avere sempre sotto controllo le prestazioni e il tipo di prestazioni potendo poi formulare statistiche e previsioni di tipo epidemiologico. Se si hanno molte visite diabetologiche vuol dire che il diabete e’ un problema e potrebbe meritare attenzione particolare o aumento delle strutture istituzionali.

La mia proposta non è quindi contro l’attivita’ libero professionale, ma verso un’attivita’ che non penalizzi i meno abbienti, che metta davanti alla responsabilità politici, amministratori, MMG, ed equipe mediche. Inoltre, ripeto, le implicazioni in termini di informazioni che tale sistema potrebbe dare è enorme.

Le prese di posizione dei sindacati lasciano la popolazione basita di fronte a interminabili liste di attesa. È ora che i medici siano dalla stessa parte dei pazienti, soprattutto dei piu’ umili e meno abbienti. La paghi l’assessore o il direttore generale la attività intramoenia e diventi un sistema di valutazione. Le liste di attesa sono spesso un sistema per favorire il privato fuori dall’ospedale, comprino prestazioni DENTRO gli ospedali e poi vediamo chi ha gestito meglio o peggio.

Cosa ne sarebbe della attivita’ convenzionata esterna? Ebbene se la gente volesse andare verso una struttura privata convenzionata magari perché il sanitario colà operante e’ ritenuto migliore anche questo potrebbe rappresentare un indicatore di attiva, indicatore di come si è scelto il personale sanitario, cattiva formazione. Se invece si saturasse la disponibilità anche in questo caso la parte amministrativa potrebbe essere chiamata a risponderne, non solo cattiva programmazione ma anche cattiva gestione e governo delle risorse. Oggi infatti se un DG ha sbagliato a fare pianta organica, non gestisce la qualità professionale, non dà spazio al merito, non offre prestazioni sufficienti, ma risparmia viene considerato bravo. Questo sistema permetterebbe anche di introdurre un meccanismo di valutazione politica ed amministrativa. Insomma la mia proposta va verso la qualificazione dei medici, la meritocrazia, la valutazione anche della dirigenza e incontro ai meno abbienti

insomma io la penso come il grande Beppe Remuzzi: Ma la disparita tra malati c’è Medici in fuga? Ci sono i giovani – CorriereFiorentino.it.

 

ma ricordate che, forse anche Beppe non lo ha chiaro perché’ in altre cose ad alto livello affaccendato, che l’acquisto di attività’ libero professionale e’ normato dal contratto e quindi e’ una strada possibile che non necessita neanche di cambiamenti normativi. basta volerlo fare e , lo ripeto, avremo  risultati fondamentali: riduzione delle sperequazioni tra chi puo’ pagare e chi no, valutazione delle direzioni generali, possibilità’ di guadagno per i migliori

Impossibile?

 

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Sorgente: L’intramoenia vista dagli Usa. Ecco perché Rossi ha ragione – Quotidiano Sanità

Ivan Cavicchi: : Rossi e l’intramoenia. Lorenzin e il Ssn universale. Due belle battaglie. Ma vincerle non sarà facile – Quotidiano Sanità ; : i sindacati Ancora il sindacato chiede perché  ritiene di avere dei diritti ma in cambio non da niente perché  ritiene di non avere dei doveri meno che mai quelli relativi alla sostenibilità.
Come abbiamo visto il sindacato compatto difende un rottame come la libera professione e ancora si muove in un paradigma contrattuale che fa acqua da tutte le parti. Questo  con i tempi che corrono non gioverà a nessuno meno che  mai ai medici e ai loro contratti.

Intramoenia. In campo anche Lorenzin: “Va regolamentata, non abolita”. Replica Rossi: “Resto della mia idea: abolirla è d’obbligo per dignità e credibilità del Servizio sanitario” – Quotidiano Sanità

 

 

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Abbiamo provato a fissare cinque visite specialistiche negli ospedali di dieci città. Questi sono i risultati. E a Roma c’è chi non prende

Sorgente: 500 giorni per una mammografia, l’attesa infinita dei pazienti d’Italia – Repubblica.it

Livorno tra un anno

Sorgente: Sanità toscana: l’ecografia? In tempo per il battesimo del neonato | Democrazia Diretta

Sorgente: Accesso alle cure, Italia divisa. Quasi un cittadino su 10 rinuncia per povertà e liste di attesa | Sanità24 – Il Sole 24 Ore

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poi naturalmente i sindacati ci mettono becco e ne fanno sempre e comunque (come il governo) problemi di potere e di soldi. Non si parla di merito e di uguaglianza

La libera professione dei medici e degli altri operatori sanitari è diventata per il Governatore della Toscana Enrico Rossi una vera ossessione . Impegnato come è, con largo anticipo, nella corsa

Sorgente: Troise (Anaao) a muso duro contro Rossi: abolire la libera professione? Un regalo ai privati | Sanità24 – Il Sole 24 Ore

CIMO: Cassi: “L’intramoenia è una risorsa per il Ssn. No a guerre ideologiche” – Quotidiano Sanità

Rossi e l’intramoenia. Sarebbero altre le cose da abolire in sanità. A partire dalle Regioni stesse – Quotidiano Sanità

Intramoenia. Cozza (Cgil Medici): “Abolirla oggi rischia di essere un boomerang. Il vero allarme è il boom dei primari in extramoenia” – Quotidiano Sanità

coem la Fnomceo  come avevo previsto (Qs 22 febbraio 2016) non avendo  una sua idea di appropriatezza professionale  da contrapporre a quella economicista  del governo va a patti con la medicina amministrata accettandone di fatto i presupposti…dando così  un bel colpo alla “questione medica”  e radicalizzando ancor più le divisioni al suo interno

 

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