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Sanità pubblica, un feudo della politica da 110 miliardi di euro che alimenta la corruzione con incarichi e nomine – Il Fatto Quotidiano – E il paese finisce lentamente. Ce ne meravigliamo?

08 Apr

Nomine dettate esclusivamente dalle appartenenze politiche, incarichi assegnati ad interim senza alcun bando, posizioni ritagliate su misura per gli amici, commissioni di valutazione addomesticate. L’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone ha indicato “incarichi e nomine” come la seconda area a rischio di corruzione in sanità dopo gli appalti. La politica controlla la sanità come fosse […]

Sorgente: Sanità pubblica, un feudo della politica da 110 miliardi di euro che alimenta la corruzione con incarichi e nomine – Il Fatto Quotidiano

 

La corruzione è diventata una prassi talmente quotidiana e assodata che i casi si susseguono senza che l’indignazione diventi fenomeno collettivo e che la politica se ne occupi come dovrebbe. Il rapporto pubblicato da Transparency sullo stato della sanità italiana è semplicemente agghiacciante eppure ha trovato poco spazio […] Sorgente: La malasanità è il vero virus – Italia Unica

basta uno sguardo

 

infatti gli incarichi nel nostro ordinamento sono fiduciari,

Questa sentenza, pur applicandosi a Pubblico impiego privatizzato, stabilisce un criterio alquanto pericoloso in quanto stabilisce che anche gli atti di conferimento di incarichi dirigenziale rivestono la natura di determinazioni negoziali assunte dall’amministrazione con le capacità i poteri del privato datore di lavoro, le norme contenute nell’articolo 19 obbligano  l’amministrazione datrice di lavoro al rispetto dei criteri di massima in essa indicati senza che la predeterminazione di criteri di valutazione comporti un automatismo della scelta che resta rimessa alla discrezionalità del datore di lavoro sia pure con il vincolo del rispetto di determinati elementi sui quali la selezione deve fondarsi al quale non può sostituirsi il giudice.

Si deduce quindi che tale sentenza stabilisce che si può fare tutto quello che uno vuole e come affermava un noto principe del foro non importa mettere il migliore, ma il più idoneo. Non si capisce come si possa scegliere il più idoneo se, come dice la sentenza, non e’ necessaria alcuna predeterminazione dei criteri di valutazione.

insomma il risultato finale è che non solo non siamo in grado via di eleggere i nostri parlamentari e tutti si lamentano di questo ma nessuno si lamenta del fatto che i dirigenti vengono scelti con un elevato grado di discrezionalità e quindi senza alcun merito.

 

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