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La medicina che fa i conti senza il malato

22 Apr

Sorgente: La medicina che fa i conti senza il malato

 

Ivan Cavicchi, con questa provocazione, apre una discussione necessaria : si puo ridurre la complessità del singolo paziente a procedure standardizzate, valide per tutti, ma in realtà per nessuno? La singolarità e la complessità dello specifico paziente può essere sintetizzata in norme statistiche stabilite? Il riduzionismo culturale della Evidence Based Medicine, del Choosing Wisely, della slow medicine funziona sempre di fronte alla complessità ontologica del paziente reale che ho davanti a me? Del resto non funziona nemmeno il consumismo sanitario promosso da una medicina liberista volta a soddisfare interessi economici dei diversi attori mercatisti.
Una risposta evidence based non esiste. A mio modesto parere, accanto all’enorme mole di dati, il medico saggio deve fornirsi di una particolare sensibilità ed attenzione, che solo una lunga esperienza professionale può dare, riconoscendo ogni volta l’unicità del paziente che ha di fronte .

Caro Calogero il libro delle ricette serve per cuochi improvvisati e che costano meno degli chef di professione ….. Giusto ?

foto di Giuseppe Di Domenica.

Calogero Rodofili Sono d’accordo. La cosa che più mi colpisce è che ebm e tutto il resto viene promosso ed esaltato soprattutto da chi non ha mai avuto un paziente di fronte a se.


Giorgio Bert Ma che c’entra ebm con slow medicine?


Enrico Visani Perchè siamo sempre contro? Perchè di fronte ad una vasta presenza di pratiche non appropriate dobbiamo essere contro un sapere condiviso attraverso lineee guida etc? Perche bisogna essere contro la governance? In quanti reparti d italia si fanno periodici audit ( di tutti gli operatori presenti?)
La medicina del clinico è anche la medicina del potere.

Giorgio Bert Non c’è nulla nella storia sistemica, centrata sulla complessità, sulla medicina narrariva, sulle medical humanities, sul dubbio, sull’incertezza, sulla curiosità per l’ignoto, sulla relazione di cura, sul rispetto, sulla giustizia… Nulla, dico, che somigli al feticcio inventato da Cavicchi. A questo punto comincio a credere, visti anche i suoi passati rapporti con big Pharma, che non sia in buona fede.

Andrea Gardini mi pare che affibbiare a choosing wisely ed all’EBM l’etichetta di riduzionismo sia una operazione culturale molto semplificatoria, che fa gli interessi di quelli che urlano al libero mercato dei farmaci e del loro utilizzo indiscriminato . E’utile al mantenimento dei profitti enormi di chi li produce.

Amelia Beltramini Almeno scrivere choosing wisely in modo corretto…


Giuseppe Di Domenica Purtroppo si confondono sempre le idee visto che la medicina resta una scienza empirica, non a caso già da Avicenna si parlava di “arte medica”. I tentativi successivi di ridurre i vari bias decisionali validati da studi statistico epidemiologici derivAltro…

foto di Giuseppe Di Domenica.
Antonio De Santis “Ripensare la medicina” – Ivan Cavicchi – Boringhieri 2004: ” … Ripensare il pensiero medico non è un affaire solo dei medici, ma a loro spetta il diritto/dovere di governare il processo, di coordinarlo, di garantirlo, e di dire l’ultima parola …”.Altro…

Pino Quintaliani Facile a dire ma si può’ considerare l’unicita’ del paziente nelle guardie inter divisionali (365 notti , 52 domeniche, 52 sabati pomeriggio, 8-10 feste etc) . Ospedale intensità’ di cura, letti in comune, barelle, medici soli di guardia etc. Pensiamo ai problemi della EBM e non agli scempi delle direzioni ospedali/asl?

Giuseppe Di Domenica Sono capitoli di diversa evidenza, ma di unica convergenza, ovvero risparmio a tutti i costi, d’altronde per il liberismo la sanità è una spesa, quindi …..

Andrea Gardini a me pare che quindi, secondo te, Pino, non esiste una posizione politica che ormai sostenga le ragioni della salute
Pino Quintaliani No non mi sembra che nessuno la sostenga. I laccioli che incarcerano la sanità che sono spinta al privato ( sostenuta anche dalla Toscana) e controlli inutili che favoriscono cordate e filiera politica accomunano tutti. Ultimo esempio Reggio Calabria. Altro…

Andrea Gardini quindi secondo te, da questo stato di cose si genera anche la riduzione dello stato di salute della popolazione anziana, che vive sufficientemente a lungo ma in minor buona salute per più anni…?

Pino Quintaliani Esatto, corretto, GIUSTISSIMO: IL vero risparmio e’ ridurre il gap tra vita media e vita libera da malaria. E’ arcinoto e arcipubblicato che gli ultimi anni di vita sono quelli a maggior spesa. E i big data della regione veneto lo dimostrano ancora una volta. E’ quindi lo spostamento verso la prevenzione delle malattie croniche e l’assitenza privilegiata ,agevolata e diversificata per eta’ e comorbidita’ che fa la differenza in termini si salute, di costi di outcome. Continuare cosi’ come si e’ fatto finora con gente sistemata e cosi’ poco ricca di idee nuove con corsi di management in cui economisti insegnano a fare i medici senza tenere in alcun conto indicatori pesanti come outcome e misura di risultati e’ solo suicidio sociale

Pino Quintaliani E’ ovvio pero’ che ridurre la vita libera da disabilita’ e’ time consuming E i nostri politici non hanno tutto questo tempo e preferiscono l’uovo oggi (spesso andato a male)
 

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