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I dubbi degli scienziati sull’efficacia della diagnosi precoce del cancro –  Screening – Internazionale – da pensarci

10 Set

Gli studi su alcune tipologie di cancro – come quello alla tiroide, alla prostata e al seno – hanno dimostrato che i controlli precoci non sono sempre così determinanti nel salvare la vita. Leggi

Sorgente: I dubbi degli scienziati sull’efficacia della diagnosi precoce del cancro – Claudia Grisanti – Internazionale

 

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Anche la regione Toscana dopo la nostra (Emilia),estende lo screening mammografico alle donne dai 45 a 74 anni. I dubbi che la scelta sia supportata da prove di efficacia sono molti.

Lo hanno esteso anche alla fascia 70-74. Le motivazioni, Ildo Nicoletti, sono in un virgolettato dell’assessora:”Lo screening mammografico, offerto finora alle donne in fascia di età 50-69 anni, è un livello essenziale di assistenza. Determina una riduzione di mortalità del 20-30% nelle donne sopra i 50 anni, e del 10-15% nelle donne di età inferiore ai 50.” Quindi i dati su cui si basa sono una aspettativa di riduzione del 10-15% della mortalità fra 45 e 49 anni. Ignoro quanto la mortalità nelle quarantenni, ma non dovrebbe essere proprio un’ecatombe e, anche a prendere il dato per buono, il 15% di poco è presumibilmente pochissimo. Poi continua:” Nel 2006 il Gruppo italiano per lo screening mammografico (GISMa) organizzò una consensus conference nazionale, concludendo che lo screening mammografico organizzato doveva essere offerto con cadenza biennale alle fasce di età 50-69 anni, mentre rimandava alle Regioni, compatibilmente con le risorse disponibili, la scelta di allargare l’estensione alle donne fino ai 74 anni, almeno per quelle che avevano regolarmente partecipato ai precedenti inviti. Anche per la fascia di età 45-49, il documento rimandava alle Regioni la scelta di estendere l’invito, con l’adozione degli stessi protocolli adottati per le donne oltre i 50. Nella stessa direzione vanno le raccomandazioni del ministero della salute, pubblicate nel 2016.” Quindi si basa su un documento del gruppo *per* lo screening. Già dal nome si capisce il livello di equiposa sulla questione 🙂 Colpisce l’assenza di riferimenti ai gruppi di pazienti ad alto rischio, specie per familiarità. http://www.toscana-notizie.it/…/screening-mammografici

 

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