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Un’intuizione della Seconda guerra mondiale per spiegare la lotta al morbillo – Medicalfacts

02 Feb

Un’intuizione della Seconda guerra mondiale per spiegare la lotta al morbillo 6 dicembre 2018 Focus Quello che sembra ovvio non è vero, e quello che è vero non sembra ovvio. Vale per i bombardieri e vale anche per il morbillo. Siamo nel 1943 e sta infuriando la Seconda guerra mondiale. Gli alleati compiono quasi ogni giorno raid nel cielo della Germania nazista con i loro bombardieri, ma le cose non vanno come dovrebbero andare. La difesa aerea dei tedeschi è coriacea e la loro contraerea, che si giova dei letali cannoni da 88mm, è ben disposta, ottimamente addestrata e si oppone con grande efficacia. Tra gli alleati serpeggia il pessimismo: stanno perdendo troppi bombardieri e se le cose continuano così, la situazione non promette nulla di buono. Bisogna fare qualcosa, ma non si sa cosa. Qualcuno suggerisce addirittura di diminuire il numero di persone che compongono l’equipaggio, per limitare le perdite, ma ovviamente non è questa la soluzione. Le soluzioni degli alleati Alla fine si decide di corazzare i bombardieri, ma siccome, ovviamente, ogni chilo di corazza è un chilo di bombe in meno, non si può proteggere tutta la fusoliera. Non solo, la corazza è un’arma a

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