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PFIZERGATE? NOT REALLY.

05 Nov

Sorgente Bucci:: PFIZERGATE? NOT REALLY.

Paolo Verdecchia

0S72nutcglm2t 5u37eh1  · Anche i non medici debbono venire a conoscenza di questa cosa recentissima.Il British Medical Journal (nota rivista medica Inglese) ha pubblicato in data 2 Novembre 2021 un articolo scritto da un giornalista non medico, tale Paul D Thacker, che solleva dubbi sulla veridicità (‘integrità’) dei risultati del principale studio sul vaccino Pfizer (https://www.bmj.com/content/bmj/375/bmj.n2635.full.pdf).Su quali dati SCIENTIFICI si basa l’articolo? Il British Medical Journal è una rivista scientifica E NON DI OPINIONE. Questo giornalista Paul D Thacker scrive di avere intervistato, per conto del British Medical Journal (‘has told the BMJ that…’), una tale Brook Jakson, ex impiegata presso un’Azienda incaricata dalla Pfizer di seguire lo studio sul suo vaccino anti-COVID in alcuni Centri situati in Texas.Una premessa è d’obbligo per capire tutto il resto. Quando un’Azienda Farmaceutica promuove uno studio molto grande, come quello della Pfizer sul suo vaccino (44.000 pazienti studiati in 153 ospedali (o comunque ‘Centri’) in tutto il mondo), non può avere le ‘forze’ interne (impiegati, etc) per seguirlo completamente. L’Azienda quindi normalmente ‘subappalta’ la gestione di vari aspetti dello studio ad alcune Società specializzate (dette generalmente ‘Clinical Research Organizations – CRO’). Queste vengono fisicamente a contatto con i medici che seguono lo studio, portano loro tutto il materiale necessario fornito dall’Azienda promotrice (farmaci, contenitori, computer, cartelle, etc), spiegano loro come utilizzare il materiale e controllano che la ricerca si svolga correttamente secondo il protocollo in precedenza approvato dalle autorità regolatorie (negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration – FDA, in Europa l’EMA, etc). Al termine dello studio, la FDA (o l’EMA Europeo, etc) può eseguire controlli, sempre molto accurati, presso l’Azienda promotrice, presso le CRO ed anche presso i singoli centri, per verificare ulteriormente che tutto si sia svolto correttamente. Molti anni fa ebbi personalmente alcuni controlli di questo tipo in Ospedale e posso confermare che sono accuratissimi.Nel caso del vaccino anti-COVID, la Pfizer aveva ‘sub-appaltato’ la gestione dello studio a varie società specializzate, tra cui una di nome ‘Ventavia Research Group’. Ora, cosa è successo? Dividiamo per punti: 1) Questo giornalista Paul D Thacker scrive di avere intervistato Brook Jackson, che era stata un’impiegata della ‘Ventavia Research Group’ per sole 2 settimane (nel Settembre 2020). Durante queste 2 settimane, Brook Jackson dice di avere seguito i vari aspetti tecnici della conduzione dello studio in 3 Centri in Texas, che partecipavano allo studio sul vaccino Pfizer. 2) Questi 3 Centri hanno studiato circa 1000 pazienti (una piccola frazione, rispetto ai 44.000 studiati nei 153 Centri complessivi in tutto il mondo).3) Brook Jackson confida al giornalista Paul Thacker di avere riscontrato alcune irregolarità in questi 3 Centri: siringhe usate eliminate in sacchetti di plastica anziché nelle apposite scatole, numero identificativo dei pazienti con il codice di trattamento (vaccino oppure placebo) ‘accessibile’ anche ai medici che non avrebbero dovuto conoscerlo (ma NON dice se poi i medici ne sono venuti a conoscenza). Peraltro, lei dice che dopo poco tempo questa ‘pecca’ è stata eliminata. Brook Jackson confida anche altre anomalie in quei 3 Centri del Texas (personale ‘vaccinatore’ non adeguatamente istruito, confezioni non conservate alle temperature dovute, visite di controllo non eseguite esattamente ai tempi dovuti e, soprattutto, confida che i risultati dello studio sono stati ‘falsificati’ (‘..the Company falsified data.’)). 4) Questa storia della ‘falsificazione’, che comunque interesserebbe solo i 3 Centri del Texas esaminati da Brook Jackson, non è chiara. Infatti, Paul Thacker scrive nello stesso articolo che La ‘Ventavia Research Group’ non era preposta ai quesiti sul ‘data entry’, ossia ai reali dati clinici che i medici acquisivano dai pazienti ed inserivano nei computer. Quindi non si capisce su quali prove si parli di ‘falsificazione’ di dati clinici.5) Il giornalista scrive che Brook Jackson fotografò con il suo telefonino alcune prove di ciò che diceva ed inviò le foto alla FDA, ragione per la quale venne licenziata da ‘Ventavia Research Group’ nello stesso giorno. Tuttavia, il giorno successivo Brook Jackson fu contattata dalla stessa FDA, con cui parlò al telefono (stranamente, non vengono riportati altri dettagli su questa importante conversazione). Successivamente, la FDA ordinò alcune ispezioni in vari centri partecipanti allo studio sul vaccino, ma non nei centri del Texas indicati dalla Brook Jackson.E’ chiaro che gli elementi ci sono tutti per una sorta di ‘spy story’. In estrema sintesi:1) Esistono PROVE CONCRETE di quanto afferma Brook Jackson? Se esistono (sono solo le foto prese con il suo telefonino?), una rivista come British Medical Journal dovrebbe SEMPLICEMENTE renderle PUBBLICHE (perché, di fatto ormai pubbliche sono) ed inviarle UFFICIALMENTE alla FDA, pubblicando l’invio ed aspettando una risposta.2) Nel caso che le irregolarità fossero state reali: si trattava di irregolarità ‘minori’ di gestione del materiale dello studio (vedi sopra), oppure di irregolarità ‘maggiori’, ossia reale falsificazione dei dati? In questo secondo caso, la FDA dovrebbe procedere (come fa generalmente in questi casi) all’eliminazione (bocciatura) dei 3 Centri del Texas, con ripetizione dell’analisi statistica dell’intero studio nei restanti 150 centri.Per onestà, va detto che la Pfizer ha subito proceduto (lo scrive lo stesso giornalista) ad un’ispezione interna presso la ‘Ventavia Research Group’ e ha poi licenziato questa Società dalla lista delle proprie Agenzie di subappalto.In ogni caso:1) La decisione del British Medical Journal di pubblicare l’articolo in questa forma è certamente sbagliata e molto grave. British Medical Journal è una famosa rivista SCIENTIFICA, non di opinione, o scandalistica. Tutto deve essere trasparente. Non vorrei scomodare il giudice Falcone che una volta denunciò un ‘pentito’ perché non aveva le prove delle sue accuse contro un noto politico DC accusato di collusione con la mafia. Forse aveva ragione, ma non aveva prove. Ed il giudice era Falcone. In un Paese (ancora) democratico, se si fa un’accusa bisogna avere le prove a supporto.2) Anche se i 3 Centri del Texas avessero davvero falsificato alcuni dati (cioè, se la cosa venisse realmente dimostrata), tolti i loro 1000 pazienti ne resterebbero altri 30.000, studiati in altri 150 Centri in tutto il mondo. E, soprattutto, restano tutti gli altri studi, tutti confermati, sulla relazione tra carenza di vaccino e diffusione del COVID-19 nel mondo. Più ci si vaccina, meglio si combatte il COVID. Ormai, solo chi non vuol vedere non vede.Se questo articolo del British Medical Journal dovesse indurre altre persone a non vaccinarsi o a non eseguire il richiamo, gli eventuali morti soffocati, o in rianimazione intubati a pancia in giù, saranno sulla coscienza anche del suo Editore.

 
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Pubblicato da su 5 novembre 2021 in covid19, epidemiologia, farmaci

 

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