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Archivi categoria: malattie renali

Updates on the Management of Diabetes in Dialysis Patients

Diabetes mellitus is the leading cause of end-stage renal disease (ESRD) in the U.S. and many countries globally. The role of improved glycemic control in ameliorating the exceedingly high mortality risk of diabetic dialysis patients is unclear. The treatment …

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Paratormone: cos’è ? – Fondazione Italiana del Rene

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Pubblicato da su 25 maggio 2019 in malattie renali

 

Hyponatraemia in primary care | The BMJ

### What you need to know Hyponatraemia is the most frequently observed electrolyte abnormality.1 Mild hyponatraemia is associated with cognitive deficits and falls, but in hospitalised patients it is associated with increased mortality.2 In primary care, patients are often found to have hyponatraemia during chronic disease monitoring. This prompts a focused re-evaluation to consider underlying causes such as medication, cancer, or adrenal insufficiency.23 In this article we provide a framework to assess patients with hyponatraemia in primary care. Hyponatraemia is defined as a serum sodium value below the reference range (lower limit is usually 133-135 mmol/L). Hyponatraemia is often subdivided into mild, moderate, severe, and life threatening, using a combination of the presence of associated symptoms and the sodium value.34 There is, however, a poor correlation between symptomatology and serum sodium level, so both must be taken into account when considering urgency of referral and subsequent management. Hyponatraemia may be acute (arbitrarily defined as an onset within 48 hours), chronic (>48 hours), or unknown (where management should be as per chronic). Although it may ap

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Pubblicato da su 25 maggio 2019 in elettroliti, malattie renali

 

Metabolic Acidosis Increases Risk of Adverse Renal Outcomes, Death – Renal and Urology News

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Pubblicato da su 25 maggio 2019 in malattie renali

 

Dialysis initiation, modality choice, access, and prescription: conclusions from a Kidney Disease: Improving Global Outcomes (KDIGO) Controversies Conference – Kidney International

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Screening per batteriuria: ancora raccomandato nelle donne gravide, non nella popolazione generale

Le donne incinte dovrebbero continuare a essere sottoposte allo screening per batteriuria asintomatica tramite colture di urina tra le 12 e le 16 settimane di gestazione, secondo una bozza di raccomandazioni aggiornate della Preventive Services Task Force degli Stati Uniti (USPSTF), pubblicata sul sito internet dell’organizzazione. Lo screening e il trattamento della batteriuria asintomatica in gravidanza passano però a essere classificate come raccomandazioni di tipo B, cioè con un beneficio netto moderato nella riduzione delle complicanze, mentre dal 1996 sono state di tipo A. «Alcune nuove prove hanno dimostrato che il rischio di pielonefrite è diminuito nelle donne in gravidanza, e ora c’è più preoccupazione riguardo all’uso di antibiotici, resistenza agli antibiotici e conservazione dei batteri “buoni”. Non possiamo dire che sia una raccomandazione di tipo A perché non abbiamo dati sulla resistenza antimicrobica e su che impatto abbia l’uso di antibiotici sull’organismo» spiega il membro della task force Melissa Simon. I ricercatori hanno notato che tutti tranne due dei 12 studi randomizzati su donne in gravidanza sottoposte a screening per batteriuria asintomatica inclusi nella revisione sono stati pubblicati negli anni ’60 o ’70, e hanno rilevato che i tassi di pielonefrite nei gruppi di controllo sono stati considerevolmente più alti nei 10 studi più vecchi rispetto a quelli più recenti (7%-36% rispetto a 2,2%-2,5%). Hanno poi sottolineato che esistono prove dirette inadeguate per determinare i danni dello screening, anche se hanno suggerito potenziali effetti indesiderati del trattamento antibiotico e alcune prove indirette di danni associati all’uso di tali medicinali. La task force ha continuato a raccomandare di escludere dallo screening per batteriuria gli adulti asintomatici che non siano donne in gravidanza (raccomandazione D), avendo concluso con moderata certezza che non esiste alcun beneficio netto derivante da tale pratica. «Non ci sono prove che lo screening in questa popolazione migliori i risultati di salute e, dati i danni noti associati all’uso di antibiotici, lo screening e il trattamento in questo caso non ha alcun beneficio e può essere dannoso» conclude l’USPSTF.

USPSTF – Draft Recommendation Statement
https://www.uspreventiveservicestaskforce.org/Page/Document/draft-recommendation-statement/asymptomatic-bacteriuria-in-adults-screening1

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Pubblicato da su 11 maggio 2019 in letteratura, Linee Guida, malattie renali

 

Nuova scheda

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