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Archivi categoria: multidisciplinarieta’

Volkswagen, Mercedes e BMW alla Merkel: “Sostegno a Italia e Spagna o non riapriamo” – interconnessione   industria

L’allarme è stato lanciato da tutta la filiera automotive tedesca che, in mancanza di approvvigionamento della componentistica italiana e spagnola, non potrà riaprire le fabbriche e tornare a produrre.

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Pubblicato da su 10 aprile 2020 in management, multidisciplinarieta'

 

Scena sul problem solving: e se il decimo uomo fossi te

Il pensiero critico salverà l’umanità? Una scena che ci mostra quanto brillante sia il ragionamento fuori da coro, e l’importanza del dissenso informato.

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Di Donatella Menza

Nel 2016 il World Economic Forum (The future of Jobs) ha fatto una stima di quelle che sarebbero state le 10 abilità necessarie per prosperare nella Quarta Rivoluzione Industriale. Particolarmente rilevante la posizione che occupa la creatività considerata più accessoria solo 5 anni fa e protagonista, insieme al problem solving complesso e al pensiero critico, nelle prime tre posizioni nel 2020.

skill e film

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma perché oggi più di ieri è diventato così strategico agire queste competenze? E soprattutto attraverso quali comportamenti concreti possiamo allenare quotidianamente queste capacità?

Sicuramente la complessità con la quale, a più livelli, ci stiamo confrontando ci dissuade dal pensare linearmente e per singole dimensioni e ci sfida piuttosto ad un pensiero multidimensionale che attraverso falsificazioni, dubbi e domande smonti e distrugga prima di costruire o ricostruire.

Mette in crisi l’ “abbiamo sempre fatto così” e un sistema previsionale basato solamente su quello che ha funzionato nel passato. E, ancora,  ci tiene in allerta rispetto ai bias cognitivi  spesso acerrimi nemici del pensiero critico.

Cominciamo sul focalizzarci su un aspetto del quale sicuramente molti di noi hanno fatto e fanno esperienza diretta.  Immaginiamo ora un gruppo, un gruppo di lavoro caratterizzato da elevata coesione e sincero coinvolgimento delle persone. Un gruppo che quasi fa invidia per la velocità con cui tutti tendono a convergere, attraverso un largo consenso, verso un’unica  visione condivisa.

Con un po’ di rammarico facciamo il fermo immagine alla nostra fantasia  e proviamo a vedere cosa può succedere quando la tendenza a raggiungere l’unanimità prevale sulla valutazione di ulteriori alternative di azione.

Gerry Lane, ex investigatore degli Stati Uniti è alla disperata ricerca del paziente zero. Ha una sola opportunità per salvare la vita della sua famiglia.  Un virus dalle origini sconosciute trasforma gli esseri umani in zombi, creature mutanti e feroci, decise a contagiare a qualsiasi costo i restanti umani. L’epidemia imperversa su tutto il globo. Bisogna isolare il virus e apprestare, nel più breve tempo possibile, un vaccino.

Da Filadelfia, passando per la Corea del Nord approda a Gerusalemme. Qui il capo del Mossad  Warmbrunn ha trasformato la città in una fortezza riuscendo a contenere l’impatto pandemico. Warmbrunn intercettando delle comunicazioni in India aveva infatti scoperto le avvisaglie dell’infezione settimane prima ed era intervenuto in via preventiva sulla protezione del territorio.

Ma perché “un ufficiale dell’alto rango del Moassad, definito una persona razionale, efficiente e tutt’altro che suggestionabile costruisce un muro perché legge un comunicato in cui è presente la parola zombi?” incalza tra lo stupito e il diffidente Gerry

Beh messa in questo modo sarei stato scettico anche io; negli anni ‘30 gli ebrei non credettero di poter essere portati nei campi di concentramento, nel ‘72 tutti ci rifiutammo di immaginare il massacro delle olimpiadi, un mese prima del 6 ottobre del ‘73 tutti vedemmo le truppe arabe ma tutti ritenemmo che non fossero una minaccia, beh il mese dopo l’attacco degli arabi ci fece quasi capitolare.

Così decidemmo di fare un cambiamento”

IL DECIMO UOMO

“se nove di noi leggono la stessa informazione e arrivano esattamente  alla stessa conclusione è compito del decimo uomo dissentire. A prescindere da quanto possa sembrare improbabile il decimo uomo deve investigare con il presupposto che gli altri nove si sbaglino

Parole chiave: dissenso, presupposto e dubbio!

Irving Janis (1972) definisce il fenomeno Groupthink “un modo di pensare che le persone mettono in atto quando sono altamente coinvolte in un gruppo coeso, in cui la tendenza alla ricerca dell’unanimità è più forte delle motivazioni che ognuno di loro possiede per intraprendere un’altra azione”. Tale approccio è sostenuto da illusione di invulnerabilità (le persone credono di non poter mai fallire) e viene esercitata una pressione diretta o indiretta su chiunque tenti di dissentire. Il “tutti pensano sia giusto così” spesso rappresenta una sorta di coperta di linus che ci fa illudere che la maggioranza abbia sempre più ragione di noi.

Jerry, dopo l’incontro con Warmbrumm, segue la sua intuizione: nota che vengono assaltati solo individui sani e privi di qualsiasi malattia infettiva … non sapremo mai quanto la riflessione con il capo del Moassad sia stata determinante per lui nell’identificazione di una possibile soluzione. Abbiamo un fatto: salverà la sua famiglia. E abbiamo un  altro fatto:  a me piace immaginarla così!

E voi vi impegnate, qualsiasi sia il vostro ruolo, nelle organizzazioni, come nella vita, a garantire che a bordo con voi ci sia sempre un “decimo uomo”?

Che cosa succederebbe se il “decimo uomo” foste voi?

E se aveste il coraggio di sostenere con maggiore vigore la vostra intuizione proprio quando tutti vanno in direzione opposta alla vostra? In che modo agire questo comportamento ci permette di allenare le competenze oggi ritenute strategiche?

Perché, infondo, come sapientemente ci illustra Francesca Gino in Talento Ribelle

I ribelli godono di una pessima reputazione. Siamo spesso portati a considerarli dei piantagrane, bastian contrari e disadattati: quella particolare categoria di colleghi, amici e familiari che ama complicare le decisioni semplici, creare confusione e mostrarsi in disaccordo quando tutti gli altri sono d’accordo. A dirla tutta, però, sono proprio i ribelli a migliorare il mondo, grazie al loro sguardo anticonvenzionale sulle cose. Perché invece che cercare appigli sicuri, rifugiandosi nella routine e nella tradizione, sfidano apertamente lo status quo. Sono maestri dell’innovazione e dell’arte di reinventarsi, e per questo hanno molto da insegnarci.”

 
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Pubblicato da su 19 marzo 2020 in management, multidisciplinarieta', top

 

Promossi per legge: tanto, se restano ignoranti, è “colpa” dei docenti – Tecnica della Scuola

Che fosse difficile bocciare alle Scuole Secondarie di Primo Grado era cosa risaputa da anni. Ora però una sentenza stabilisce il principio secondo cui bocciare in Prima Media è de facto illegittimo.

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Analfabeti funzionali e social network: la situazione in Italia? – Info Data

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Sostituendo gli infermieri con gli OSS aumenta il rischio di mortalità. Lo studio di BMJ | Nurse Times

Questi risultati evidenziano le possibili conseguenze della riduzione del personale infermieristico e non sostengono politiche che incoraggiano l’uso di personale di supporto per compensare la carenza di infermieri.

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Cosa può fare l’Intelligenza Artificiale nella sanità – Pictet per Te

Dall’assistenza alla ricerca, dalle visite da remoto a diagnosi più rapide. La combinazione di dati e AI aprirà nuovi mondi e renderà più efficienti quelli che già esistono.

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Risk management e tutela del malato. Ivan Cavicchi e Riccardo Tartaglia a confronto – Quotidiano Sanità

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Nasce l’Associazione italiana di ingegneri gestionali in sanità | Sanità24 – Il Sole 24 Ore

Nasce la prima Associazione italiana degli ingegneri gestionali in sanità, prezioso strumento per accrescere le competenze specifiche, ampliare il network di relazioni e condividere le esperienze di

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Manager della complessità: ciò di cui le aziende hanno bisogno

Le aziende hanno bisogno di persone con menti elastiche e creative, abituate a cogliere nessi e occasioni dove oggi vediamo solo ostacoli e limiti. Per farlo, però, serve ripensare l’organizzazione e il lavoro, ricominciando dalla formazione. Intervista a Piero Dominici, navigatore illuminato nella società delle crisi

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A Documentary Explores What Happens When Doctors Make Mistakes | Time Errore medico

A new documentary delves into one of the scariest types of human errors — those made by doctors and medical staff

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Quel Pronto soccorso “faro nella notte” dei pazienti | Sanità24 – Il Sole 24 Ore

Sono un medico di pronto soccorso (ma più correttamente dovreste chiamarmi medico d’emergenza-urgenza): faccio turni, giorno e notte. Vivo immerso nella cruda realtà del pronto soccorso. A che

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JMIR Preprints #11469: The Trans Primary Care Guide: A Community-Based Approach to Developing a Web-based, Illustrated Resource for Primary Health Care Providers

Journal of Medical Internet Research – International Scientific Journal for Medical Research, Information and Communication on the Internet

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Un secolo di nursing nefrologico: Seconda parte: Il consolidamento del ruolo e le sfide della modernità (1960–1990) – Sandro Geatti, 2018

The aim of this study is to describe the main stages in the development of nephrology nursing in its century-long history as evidenced by the existing documenta…

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Pubblicato da su 9 luglio 2018 in management, multidisciplinarieta'

 

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La presa in carico in ospedale: un concetto in via di definizione – Quotidiano Sanità

Il concetto di ‘presa in carico’ è ampiamente diffuso nel campo dell’assistenza sociale. Anche in sanità alcuni settori di attività o professioni hanno dimestichezza con questa modalità di lavoro: infermieri, riabilitazione, disabilità, dipendenze patologiche, assistenza domiciliare, paziente fragile. È invece un concetto relativamente nuovo nell’assistenza ospedaliera per acuti

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