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People Want Health Outcomes, Not Health Care – Quello che dico da anni, non vogliamo cure, ma volgiamo risultati certificati e valutabili

Sorgente: People Want Health Outcomes, Not Health Care

 

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Fino a 60 ore d’attesa nei pronto soccorso – La Stampa

Sorgente: Fino a 60 ore d’attesa nei pronto soccorso – La Stampa

 

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Fabbisogni, Anaao Assomed: fruibilità dei Lea e sicurezza clinica incompatibili con il modello “fordista” | Sanità24 –

Da molti anni l’Anaao Assomed sostiene che la salvaguardia del diritto costituzionale alla cura dello stato di malattia su tutto il territorio nazionale non possa limitarsi solamente

Sorgente: Fabbisogni, Anaao Assomed: fruibilità dei Lea e sicurezza clinica incompatibili con il modello “fordista” | Sanità24 – Il Sole 24 Ore

«Dopo aver bocciato il sistema di calcolo importato dall’industria manifatturiera per valutare il fabbisogno di medici del Ssn, anche per far fronte all’obbligo di rispettare l’orario di lavoro

Sorgente: Fabbisogno di personale medico e sanitario. Anaao promuove il modello Veneto: «No alla catena di montaggio in sanità» | Sanità24 – Il Sole 24 Ore

 

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Malattia renale cronica. Quale ruolo per l’infermiere? – Quotidiano SanitàAppunto: infermiere protagonista con compiti e competenza particolari. Esattamente come da noi: il percorso malattia cronica con 1 accesso a settimana che garantisce è attività e professionalità oltre che un ‘ ottima presa in carico del paziente affetto

Il punto è stato fatto durante un incontro formativo a cura del Collegio Ipasvi di Firenze. Un’occasione per evidenziare le competenze trasversali e quelle più specifiche dell’infermiere in questo ambito. Durante l’incontro è stata evidenziata la necessità di costruire un percorso formativo post base per avere un professionista specialista nelle varie fasi del percorso della malattia renale.

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Virgin, Branson cancella l’orario di lavoro. ‘Contano i risultati, non le ore di ufficio’ – Il Fatto Quotidiano

L’aveva detto anche Larry Page, il numero uno di Google. “Per essere felici si deve lavorare meno. L’idea che tutti debbano lavorare freneticamente è semplicemente non vera”. Ma Richard Branson, fondatore e numero uno dell’impero Virgin (palestre, emittenti radio, compagnie aeree, etichette discografiche e molto altro), è passato dalle parole ai fatti: per i suoi dipendenti ha abolito l’orario di lavoro. Perché “contano […]

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Pubblicato da su 16 settembre 2016 in editoriali, news, sociale

 

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Piano cronicità, medici e infermieri insieme per migliorare servizi e ridurre sprechi

Più sinergia nel coordinamento delle risorse a disposizione per migliorare i servizi ed evitare gli sprechi e una multiprofessionalità che agisca a 360 gradi, lungo tutto il percorso di cura dei pazienti con malattie croniche

: Piano cronicità, medici e infermieri insieme per migliorare servizi e ridurre sprechi

Bello, peccato che si chiudano gli ambulatori nefrologici o li si lascino senza infermieri con competenze renali preparati e formati e i medici nefrologi sono soli, che non si tenga conto che gli infermieri sono il fulcro della attività nefrologica e dialitica. Purtroppo tanto chiacchiere, solo “repartini” a dubbia utilità quando gli infermieri potrebbero essere davvero la marcia in più della nefrologia come lo sono della dialisi.

 

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La crisi mette a rischio anche il cuore: dimissioni precoci e poche risorse per cure –

Sempre piu’ veloci sempre meno giorni di ricovero e sempre meno visite approfondite. La gente muore. Ma lo volete capire cari medici di direzioni sanitarie che cosi’ mettete a rischio la vita e il benessere dei malati, che alla fine aumenteranno i ricoveri, le complicanze e i morti?

ma lo volete capire che raggiungere solo sterili risultati indotti da indicatori che nulla hanno a che vedere con la clinica non serve a nulla, neanche a fare finta di essere i primi della classe perché’ in ogni caso non lo sarete mai se non curate i pazienti?

La crisi economica, con il suo strascico di famiglie sempre più povere a cui spesso mancano le risorse per le terapie, mette a rischio anche il cuore. 

L’allarme viene dal congresso della Società …

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Ma quanti professionisti sanitari ci serviranno tra 20 anni? Il ministero della Salute lancia il progetto di monitoraggio europeo per medici, infermieri, farmacisti, odontoiatri e ostetriche – Quotidiano Sanità

L’iniziativa, presentata durante un convegno al ministero, si inserisce nel progetto europeo ‘Health Worforce Planning and Forecasting’. Il nuovo modello di determinazione del fabbisogno è in corso di invio per approvazione alla Stato Regioni e se condiviso potrebbe anche essere usato per l’individuazione del bisogno occupazionale derivante dall’entrata in vigore del nuovo orario di lavoro. SINTESI DEL PROGETTO E PRIME PROIEZIONI

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«Primari in esubero da trasferire nelle aziende che hanno posti vuoti» – CorrieredelMezzogiorno.it

L’edizione Corriere del Mezzogiorno con le ultime notizie di cronaca, sport, politica aggiornate in tempo reale e un’agenda con tutti gli eventi

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I dieci anni del progetto e-Valuate – Quotidiano Sanità

Il programma che fornisce un supporto gestionale nel campo della Diagnostica attraverso la misurazione periodica dei processi interni dei Servizi partecipanti.

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la presentazione 

la discussione su Linkedin

 

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Riduzione dei tassi di decesso, ricoveri ospedalieri e delle spese per Medicare – Questa e’ medicina e sanita’: si valuta e si decide e si monitorizzano i cambiamenti

UNIVADIS

Riduzione dei tassi di decesso, ricoveri ospedalieri e delle spese per Medicare.

medicare ceh assiste gratuitamente i pazienti negli USA. Si valuta, si misura e si capisce. Non tagli lineari ma valutazione degli esiti.

Intervista con traduzione in italiano

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Secondo un nuovo studio, tra i beneficiari di Medicare fee-for-service di età pari o superiore ai 65 anni, i tassi di mortalità per qualsiasi causa e di ricovero in ospedale, insieme alle spese per beneficiario, si sono ridotti tra il 1999 e il 2013. Inoltre, vi è stata una riduzione nel totale dei ricoveri ospedalieri e delle spese di degenza per gli ultimi 6 mesi di vita.

Importanza  In un periodo di cambiamento dinamico nella tecnologia, fornitura e comportamenti riguardo all’assistenza sanitaria, monitorare le tendenze relative a salute e assistenza sanitaria può fornire una prospettiva su quanto conseguito.

Obiettivo  Descrivere in modo esaustivo le tendenze nazionali relative a mortalità, ricoveri ospedalieri e spese nella popolazione Medicare fee-for-service tra il 1999 e il 2013.

Disegno, ambito e partecipanti  Analisi trasversale seriale dei beneficiari di Medicare di età pari o superiore ai 65 anni tra il 1999 e il 2013 utilizzando il denominatore Medicare e la documentazione ospedaliera.

Esiti e misure principali  Per tutti i beneficiari di Medicare, tendenze nella mortalità per qualsiasi causa; per i beneficiari fee-for-service, tendenze nel ricovero ospedaliero per qualsiasi causa e nelle spese e negli esiti associati al ricovero. Si sono inoltre valutati la variazione geografica, stratificata per gruppi demografici chiave e i cambiamenti nell’intensità dell’assistenza per i beneficiari di fee-for-service negli ultimi 1, 3 e 6 mesi di vita.

Risultati  Il campione era composto da 68.374.904 singoli beneficiari di Medicare (fee-for-service e Medicare Advantage). La mortalità per qualsiasi causa per tutti i beneficiari di Medicare si è ridotta dal 5,30% nel 1999 al 4,45% nel 2013 (differenza, 0,85 punti percentuali; CI al 95%, 0,83-0,87). Tra i beneficiari di fee-for-service (n = 60.056.069), il numero totale di ricoveri in ospedale per 100.000 anni-persona si è ridotto da 35.274 a 26.930 (differenza, 8344; CI al 95% CI, 8315-8374). Le spese di degenza medie corrette per tener conto dell’inflazione per beneficiario di Medicare fee-for-service si sono ridotte da $3290 a $2801 (differenza: $489; CI al 95%, $487-$490). Tra i beneficiari di fee-for-service negli ultimi 6 mesi di vita, il numero di ricoveri in ospedale si è ridotto da 131,1 a 102,9 ogni 100 decessi (differenza: 28,2; CI al 95%, 27,9-28,4). La percentuale di beneficiari con 1 o più ricoveri in ospedale si è ridotta da 70,5 a 56,8 ogni 100 decessi (differenza, 13,7; CI al 95%, 13,5-13,8), mentre le spese di degenza medie corrette per tener conto dell’inflazione per decesso sono aumentate da $15.312 nel 1999 a $17.423 nel 2009 e quindi si sono ridotte a $13.388 nel 2013. I risultati erano costanti tra gruppi geografici e demografici.

Conclusioni e rilevanza  Tra i beneficiari di Medicare fee-for-service di età pari o superiore ai 65 anni, i tassi di mortalità per qualsiasi causa e di ricovero in ospedale e le spese per beneficiario si sono ridotti tra il 1999 e il 2013. Negli ultimi 6 mesi di vita, il totale dei ricoveri ospedalieri e delle spese di degenza si è ridotto negli ultimi anni.

il documento.

jama

 

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Multinational Inventory on Chronic Kidney Disease is released – Initiatives – Latest ISN News – The ISN Website – La nefrologia nel mondo

Multinational Inventory on Chronic Kidney Disease is released – Initiatives – Latest ISN News – The ISN Website. graze Magda Bonacina

 
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Pubblicato da su 6 luglio 2014 in epidemiologia CKD, top

 

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La sanità e l’azienda. Un dibattito sempre attuale – Quotidiano Sanità Magari ci fosse piu’ azienda.

La sanità e l’azienda. Un dibattito sempre attuale – Quotidiano Sanità.

E’ vero, le Asl sono ormai un OGM. E la cultura aziendale non basta a governare la sanità – Quotidiano Sanità.

bellissimo articolo e la risposta a Strada. Se ci fosse piu’ azienda avremmo piu’ qualita’, piu’ attenzione ai risultati clinici e non mediatici, piu’ meritocrazia, piu’ valore e non volumi.

Invece abbiamo asini in posizioni apicali, attenzione agli orari e NON ai risultati, nessuna valutazione della clinica ma solo dei volumi.

alcuni stralci dai due documenti

Oggi la mission principale, se non unica, delle Aziende sanitarie, lontane dal raggiungere l’obiettivo principale per il quale erano nate, va sempre più radicandosi in una cultura di efficientismo gestionale che mira al governo dei costi di produzione attraverso il solo controllo dei fattori di produzione, compresi i professionisti, anche per il loro ruolo, non fungibile né delegabile, di generatori di altri costi. Ne scaturisce una catena di poteri e di comando ontologicamente refrattaria ad un diverso modello gestionale dei servizi sanitari, che intenda coinvolgere e rispettare l’autonomia, la responsabilità e le competenze dei professionisti. Ed una corsa alla deregulation delle aziende che vogliono mano libera nell’utilizzo delle risorse umane, costi da tagliare prima e più degli altri, percependosi e muovendosi come ab-solute da leggi e contratti di lavoro.

Per allineare le prestazioni alle risorse sempre più limitate, il management interpreta e governa i processi clinico-assistenziali secondo l’unica cultura di cui dispone, quella dell’ottimizzazione dei costi diretti ed indiretti dei fattori di produzione, programmando le attività in ragione dei minori costi preventivabili e orientando la valutazione degli esiti prioritariamente sulla misura del consumo delle risorse. Questa logica, che si spinge a delimitare gli ambiti di autonomia e discrezionalità nelle scelte dei professionisti, poggia su una visione della governance in cui le Regioni non intendono modificare la catena di comando delle decisioni, comprese quelle che entrano nel core delle pratiche professionali e nella selezione del merito e delle competenze. Questo è il pensiero unico, fortemente strutturato e tenacemente protetto nella architetturanormativa dell’azienda sanitaria, e della Regione divenuta quasi una corporation. Costantino Troise
Segretario Nazionale Anaao Assomed   (peccato che molti aderenti AANAAO, anche locali Umbri seguano invece pedissequamente i direttori generali nell’affossare la sanita’ clinica)

Il dibattito sulle Asl. La governance aziendale non è la causa di tutti i mali – Quotidiano Sanità come non essere d’accordo sulla scarsa misura dei dati clinici?

 

 

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