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Archivi categoria: educazione sanitaria

Convivere con il virus | Società, ATLANTE | Treccani, il portale del sapere

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Spagna, il video choc rivolto ai giovani sui rischi del Coronavirus – Corriere TV

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Wearable, sentinelle per la salute (siamo pronti?). Informatica

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Sorgente: Could You Have Covid-19? Soon Your Smartwatch or Smart Ring Might Tell You – WSJ

 

 

Research Boosts Evidence of Masks’ Utility, Some Experts Say – The New York Times- mascherine.

 

Masks Do More than Protect Others during COVID-19: Reducing the Inoculum of SARS-CoV-2

 

 

 

 

 

 

 

 

Enrico Bucci – L MITO DELLA MALATTIA CAMBIATA

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Alcuni medici, dalle corsie dei loro ospedali, influenzati certamente dalla diminuzione notevolissima dei casi severi di malattia che gli si presentavano, hanno creduto di poter inferire che il virus, ormai, sia depotenziato (anche se non si sa con quale meccanismo), e che ormai la sintomatologia indotta sia cambiata.

In particolare, c’è qualcuno che è andato a sostenere che ciò fosse dovuto alla diminuzione della carica virale nel tampone dei soggetti che si presentavano; ed un gruppo del San Raffaele, quello del prof. Clementi, ha persino pubblicato un lavoro per affermare appunto che tale carica virale fosse diminuita.

In questo lavoro, si paragonano tamponi ottenuti da pazienti ad aprile con un pari numero di tamponi ottenuti da pazienti a maggio.

Tralasciando quelli che sembrano alcuni errori tecnici nella figura 1, è interessante notare che per i pazienti ospedalizzati gli autori parlano di differenze fra aprile e maggio “approaching the threshold of statistical significance”; cioè, in sostanza, non trovano differenza significativa tra questi pazienti.

Quindi, se esistesse una differenza di malattia tra chi prendeva il virus e finiva in ospedale ad aprile e chi a maggio, non sembra che possa esserne responsabile la carica virale.

Ma davvero esiste una differenza di gravità della malattia, manifestatasi nel periodo studiato, che necessiti di una spiegazione?

Per saperlo, ho recuperato i dati presenti in una delle ottime infografiche provviste dal dott. Paolo Spada per la pagina “numeri in pillole”.
Trovate i dati, forniti dall’ISS, a questo indirizzo, alla slide 36:
https://public.flourish.studio/story/435616/

Da questa fonte, ho ottenuto l’andamento nel tempo delle percentuali di pazienti asintomatici, non specificati (ns), paucisintomatici, lievi, severi e critici, sul totale dei pazienti “attualmente positivi” a varie date.

Ho raggruppato i valori per mese ed ho effettuato il paragone tra le medie ottenute per i mesi di aprile e maggio, e già che c’ero anche giugno, testandone la significatività delle differenze con il metodo di Kruskal-Wallis.

Il risultato lo vedete nella figura qui sotto (per i vari box, le etichette vanno interpretate così: 04=aprile, 05=maggio, 06=giugno).

La percentuale di asintomatici è significativamente cresciuta, ma a spese di quelli che erano i non specificati ed in parte dei paucisintomatici; invece, le percentuali di casi lievi, severi e critici non sono cambiate significativamente, se si eccettua una diminuzione statisticamente significativa, ma molto piccola, dei casi severi da aprile a maggio.

Quindi, a meno di non voler pensare che i dati forniti siano erronei, se si guarda al di fuori della propria corsia (dove magari ci potrà pure essere stato qualche cambiamento, ma il rumore dovuto ai numeri piccoli è alto) e si considera il dato nazionale, si nota come, in sostanza, la malattia non appare cambiata affatto in quanto a severità dei sintomi manifestata da chi prende il virus.

L’unico, grande e fondamentale cambio sta nei numeri assoluti, diminuiti fortissimamente; ma di quello dobbiamo ringraziare il lockdown (con tutte le conseguenze negative che avrà, ma che almeno sembra aver raggiunto il suo scopo), le mascherine e tutte le accortezze con le quali abbiamo convissuto negli ultimi mesi, non la natura benigna, un virus mutato o una malattia cambiata per chissà quale motivo.

E così, le corsie di quei clinici che disdegnano i numeri assomigliano sempre più alla caverna di Platone, che scriveva:

«Pensi innanzitutto che essi abbiano visto, di sé stessi e dei loro compagni, qualcos’altro se non le ombre proiettate dal fuoco sulla parete della caverna che sta loro di fronte?»

Repubblica, libro VII, Platone

PS: il mese di marzo, quello in cui gli ospedali erano saturati, presenta un eccesso statistico significativo su tutti i tipi di paziente con sintomi di qualche peso, sia lieve, che severo che critico, rispetto agli altri mesi. Il che è esattamente ciò che è atteso durante un periodo in cui gli altri non venivano nemmeno tamponati.

 

 

 

CDC calls on Americans to wear masks to prevent COVID-19 spread | CDC Online Newsroom | CDC

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CDC invitano gli americani a indossare le mascherine per impedire la diffusione della COVID-19

In un editoriale pubblicato ieri sul Journal of American Medical Association (JAMA), CDC ha rivisto le ultime ricerche scientifiche e afferma che i rivestimenti in tessuto per il viso sono uno strumento fondamentale nella lotta contro COVID-19 che potrebbe ridurre la diffusione della malattia, in particolare quando usato universalmente all’interno delle comunità. Vi sono prove crescenti che i rivestimenti facciali in stoffa aiutano a impedire alle persone che hanno COVID-19 di diffondere il virus ad altri.

‘Non siamo indifesi contro COVID-19’, ha dichiarato il direttore del CDC, Dr. Robert R. Redfield. “I rivestimenti facciali in stoffa sono una delle armi più potenti che abbbiamo per rallentare e fermare la diffusione del virus, in particolare se utilizzati universalmente all’interno di una comunità. Tutti gli americani hanno la responsabilità di proteggere se stessi, le loro famiglie e le loro comunità ‘.

Questa recensione includeva due casi studio oggi, uno da JAMA, che mostrava che l’adesione alle politiche di mascheramento universale riduceva la trasmissione SARS-CoV-2 all’interno di un sistema ospedaliero di Boston, e uno dal Rapporto settimanale sulla mortalità e mortalità (CDW) di CDC, che mostrava che indossare la maschera ha impedito la diffusione dell’infezione da due parrucchieri ai loro clienti nel Missouri.

Ulteriori dati nell’odierno MMWR hanno mostrato che immediatamente dopo che la Task Force del Coronavirus della Casa Bianca e il CDC hanno consigliato agli americani di indossare le facciate di stoffa quando uscivano di casa, la percentuale di adulti statunitensi che hanno scelto di farlo è aumentata, con 3 su 4 che hanno adottato la raccomandazione in un sondaggio nazionale su Internet.

I risultati del caso di studio del Missouri forniscono ulteriori prove sui vantaggi di indossare una copertura per il viso in tessuto. L’indagine si è concentrata su due parrucchieri – infetti e con sintomi di COVID-19 – la cui politica del salone seguiva un’ordinanza locale che richiedeva rivestimenti in tessuto per tutti i dipendenti e gli avventori. I ricercatori hanno scoperto che nessuno dei 139 clienti o contatti secondari degli stilisti si è ammalato e tutti i 67 clienti che si sono offerti volontari per essere testati non hanno mostrato alcun segno di infezione.

La scoperta aggiunge ad un crescente numero di prove che i rivestimenti di stoffa per il viso forniscono il controllo della fonte – cioè, aiutano a impedire alla persona che indossa la maschera di diffondere COVID-19 ad altri. La principale protezione che gli individui ottengono dal mascheramento si verifica quando anche gli altri nelle loro comunità indossano i rivestimenti del viso.

 

Più di 3 morti al giorno da infortuni sul lavoro. I numeri dell’Inail – Info Data

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I rischi del contagio, conoscerli per evitarli – Erin Bromage – Internazionale

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Enrico Bucci cosi funziona la scienza.

VEDO, NON VEDO.

Molti si lamentano dei tempi eccessivi e delle “regole” che la comunità scientifica impone perchè si possa stabilire che qualcosa è una cura.

Guardiamo a due studi appena pubblicati sul Tocilizumab, l’anticorpo monoclonale che pare essere utile per bloccare la tempesta citochinica nei casi più seri di COVID-19.

Il primo studio è uno studio retrospettivo su 100 pazienti condotto a Brescia. “Retrospettivo” significa che si sono andate a valutare le cartelle cliniche di 100 pazienti, nel caso specifico tutti trattati con Tocilizumab. Guardando all’esito della terapia, così concludono gli autori a proposito del decorso clinico:

“La risposta al tocilizumab è stata rapida, sostenuta e associata con significativi miglioramenti”.

Quindi, i clinici, osservando i loro pazienti hanno avutol’impressione di un generale miglioramento.

Il secondo studio è stato condotto al San Matteo di Pavia. 21 pazienti trattati con Tocilizumab son stati confrontati con 21 pazienti trattati con idrossiclorochina, eparina ed un antibiotico. Si voleva sapere se il trattamento con tocilizumab diminuisse la necessità di ricovero in terapia intensiva o la mortalità complessiva.
Gli autori concludono così:

“La somministrazione del Tocilizumab non ha ridotto le ammissioni in terapia intensiva o la mortalità in una coorte di 21 pazienti”.

Chi ha ragione?
Nessuno.

Il primo studio è su un campione più grande, ma manca di un braccio di controllo – pazienti non trattati con tocilizumab – per confrontare e capire se il tocilizumab davvero cambia qualcosa. Il miglioramento è “percepito” dai medici rispetto alla loro esperienza, ma non vi è prova che essi non si sbaglino.

Il secondo studio è su un campione molto piccolo (è infatti uno studio preliminare), anche se munito di controllo appropriato.

Gli studi, inoltre, trattano i pazienti in stadi diversi della malattia (nel secondo studio si tende a valutare il trattamento prima della terapia intensiva).

Morale: se non si conducono studi su scala ampia, randomizzati ed in cieco – rispettando le regole ed i tempi della scienza dei dati – l’intuito clinico anche dei migliori medici può portare a situazioni di stallo, in cui ciascuno crede di vedere qualcosa.

Per questo, aspettiamo i risultati finali di sperimentazioni ampie, che certamente arriveranno grazie anche al lavoro di questi bravi ricercatori clinici, prima di trarre conclusioni affrettate.

LEZIONE PER TUTTI – SOPRATTUTTO GIORNALISTI: LA PAROLA DEGLI ESPERTI VALE QUANTO I LORO DATI

Qui il primo studio:
https://www.sciencedirect.com/…/a…/abs/pii/S1568997220301300

Qui il secondo studio:
https://www.mdpi.com/2076-2607/8/5/695

 

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Sabine Hossenfelder: Backreaction: Predictions are overrated.     A chi fosse interessate a capire la differenza tra il potere di fare previsioni ed il potere di dare spiegazioni consiglio questa interessante lettura:

Science News, Physics, Science, Philosophy, Philosophy of Science

Sorgente: Sabine Hossenfelder: Backreaction: Predictions are overrated

 

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Internet ai tempi del #coronavirus, i dati di Google Trends e i link anti-fake news di Twitter e Facebook – La Stampa

In poco più di un mese, l’interesse online per il Covid-19 è cresciuto esponenzialmente in tutto il mondo: ecco come stanno andando le ricerche e come i social network provano a combattere la disinformazione

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Pubblicato da su 9 marzo 2020 in epidemiologia, stili di vita

 

Immunodepressi e malati oncologici: cosa rischiano (per colpa vostra) con il #Coronavirus

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Pubblicato da su 9 marzo 2020 in epidemiologia, stili di vita

 

#Coronavirus: il fallimento educativo sta uccidendo l’Italia

Politici superficiali, gente che scappa portandosi il virus altrove, insulti a chi propone lo stop del calcio: com’è morto il valore del rispetto collettivo?

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#Coronavirus, così la Cina ha (probabilmente) evitato centinaia di migliaia di infezioni – La Stampa

la situazione

Considerazioni sull’evoluzione in corso dell’epidemia da nuovo #coronavirus SARS-COV-2 in Italia. Enrico M. Bucci – SHRO, Temple University – Philadelphia Enzo Marinari, Dipartimento di Fisica, Università “La Sapienza” – Roma Si ringrazia per i preziosi suggerimenti e per la revisione di questo testo il prof. Giorgio Parisi, presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei INTRODUZIONE Nel febbraio …: Lo studio di Enrico Bucci ed Enzo Marinari sull’evoluzione dell’epidemia da Covid-19 – Patto per la Scienza

Bruce Aylward, un esperto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che dirige una missione congiunta Oms-Cina, si è detto entusiasta delle mis: Coronavirus, così la Cina ha (probabilmente) evitato centinaia di migliaia di infezioni – La Stampa

Secondo Giuseppe Remuzzi, docente di nefrologia e direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, “nel giro di tre mesi potremmo avere un primo vaccino da testare nei volontari sani”: Coronavirus, Remuzzi: “Fra pochi mesi ci sarà il vaccino, intanto fidatevi dei medici di famiglia” – Bergamo News

Il virologo ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa su Rai 2 Sorgente: Burioni da Fazio: « Ecco la differenza del coronavirus con un virus normale» – Corriere TV

Medicalfacts di Roberto Burioni. Attenzione a chi, superficialmente, dà informazioni completamente sbagliate. Leggete i numeri.

Sorgente: Coronavirus: grave come l’influenza? I numeri dicono altro – Medicalfacts

Sorgente: Cremona, all’ospedale è allarme Coronavirus: troppi pazienti – Corriere.it

Tra le tante imprecisioni che si sentono e si leggono in questi giorni, purtroppo anche da parte di addetti ai lavori, una riguarda l’uso piuttosto disinvolto di letalità e mortalità come sinonimi. La cosi detta letalità, una abbreviazione usata per il tasso di letalità, è il rapporto tra morti per una malattia e il numero totale di soggetti affetti dalla stessa malattia.

Sorgente: Covid-19: letalità, mortalità, guarigione… maneggiare con cura | Scienza in rete

Mercoledì sera i malati erano 81, di cui 42 con polmonite e 18 gravi. Alcuni spostati a Pavia e al Niguarda di Milano «per liberare posti»
Non sappiamo più dove mettere i pazienti», spiegano al Corriere fonti sanitarie. I casi di pazienti positivi ricoverati all’ospedale di Cremona sono — a mercoledì sera — 81, di cui 42 con polmonite. Diciotto pazienti sono in condizioni gravi: e i numeri «salgono in continuazione». Il reparto di terapia intensiva dell’ospedale non riusciva a ospitare tutti i pazienti: così molti di loro sono stati trasferiti, nella notte tra mercoledì e giovedì, all’ospedale San Matteo di Pavia e al Niguarda di Milano, «per liberare posti».

 

Se rinunciamo allo sforzo, rischiamo di non capire granché di quanto ci sta accadendo e di lasciarci prendere, come molti in queste ore, da…: La matematica del contagio che ci aiuta a ragionare – Corriere.it

raccomandazioni WHO con immagini

Sono i dati forniti nel punto della Protezione civile: ‘Sono stati fatti 21.127 tamponi’ (ANSA): Coronavirus, più di 1.500 malati, il 9% gravi. 34 morti e 83 guariti – Cronaca – ANSA

È salito a quattro il numero di morti da coronavirus tra le persone ricoverate nel Bresciano: Terapie intensive in difficoltà «Molti più casi del previsto» – Corriere.it

Mascherine _WHO-Sorgente: Microsoft Word – Rational use of PPE 2020-02-27e_en_28FEB2020_marissa.docx – WHO-2019-nCov-IPCPPE_use-2020.1-eng.pdf

L’epidemiologo Vittorio Demicheli spiega perchè, secondo la scienza, ora più che mai sia necessario non riaprire le scuole: Coronavirus,”Ecco Perché Le Scuole Devono Rimanere Chiuse”: Lo Spiega l’Epidemiologo Demicheli

L’età media, le patologie pregresse, il sesso, le fasce più colpite: identikit delle persone morte in Italia fino al 4 marzo e risultate positive al…: Chi sono i morti positivi al Coronavirus, in Italia – Corriere.it

https://www.youtube      I%20ricercatori%20del%20laboratorio%20di%20Chimica%20dell'Università%20della%20Calabria%20mostrano%20come%20produrre%20in%20proprio%20il%20disinfettante%20per%20mani%20diventato%20intr:%20a%20href=https://video.lastampa.it/cronaca/coronavirus-il-videotutorial-per-preparare-il-disinfettante-per-mani-come-l-amuchina-senza-rischi/110431/110437?fbclid=IwAR3jnzsQXw2hTOOH-wq8PmS7uHje5wMfjx9QiVixaR0H4RxwiOkRT4HiroACoronavirus,%20il%20videotutorial%20per%20preparare%20il%20disinfettante%20per%20mani%20come%20l'Amuchina%20senza%20rischi%20-%20La%20Stampa/a .com/watch?v=-plxI81_oiA&pbjreload=10

 

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Social Relationships and Mortality Risk: A Meta-analytic Review

In a meta-analysis, Julianne Holt-Lunstad and colleagues find that individuals’ social relationships have as much influence on mortality risk as other well-established risk factors for mortality, such as smoking.

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