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Archivi tag: aderenza compliance

Cuore. In Europa è allarme per scarsa aderenza alle terapie – Quotidiano Sanità

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Pubblicato da su 1 aprile 2017 in appopriatezza, farmacoeconomia

 

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La crisi mette a rischio anche il cuore: dimissioni precoci e poche risorse per cure –

Sempre piu’ veloci sempre meno giorni di ricovero e sempre meno visite approfondite. La gente muore. Ma lo volete capire cari medici di direzioni sanitarie che cosi’ mettete a rischio la vita e il benessere dei malati, che alla fine aumenteranno i ricoveri, le complicanze e i morti?

ma lo volete capire che raggiungere solo sterili risultati indotti da indicatori che nulla hanno a che vedere con la clinica non serve a nulla, neanche a fare finta di essere i primi della classe perché’ in ogni caso non lo sarete mai se non curate i pazienti?

La crisi economica, con il suo strascico di famiglie sempre più povere a cui spesso mancano le risorse per le terapie, mette a rischio anche il cuore. 

L’allarme viene dal congresso della Società …

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Fibrillazione atriale. Un paziente su due non assume terapia adeguata – Quotidiano Sanità

Solo un paziente su due viene trattato in modo corretto per prevenire la formazione di coaguli. Il 30% prende l’aspirina mentre uno su quattro non assume farmaci. Lo studio su JAMA Cardiology.

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JAMA  Mobile Telephone Text Messaging for Medication Adherence in Chronic Disease: A Meta-analysis

This meta-analysis of randomized clinical trials assesses the effect of mobile telephone text messaging on medication adherence in patients with chronic disease.

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Raccomandazioni dell’American College of Physicians e dei CDC sulle modalità di somministrazione degli antibioti – Salute

In un lavoro appena pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine,  l’American College of Physicians (ACP) e i Centers for Diseases Control and Prevention (CDC) forniscono raccomandazioni importanti indirizzate ai medici al fine di  garantire la corretta prescrizione di antibiotici per il trattamento delle infezioni acute del tratto respiratorio (ARTI) negli adulti. Le “ARTI” comprendono una vasta gamma diContinua a leggere › ›

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Leggi l’articolo pubblicato su Annals of Internal Medicine qui

 
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Pubblicato da su 23 gennaio 2016 in appopriatezza, farmaci, farmacoeconomia

 

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Nothing about me, without me | SaluteInternazionale

comunicazione al paziente . medicina centrata sul paziente

Donatella Pagliacci Patient empowerment è un processo che aiuta le persone ad acquisire controllo, attraverso l’iniziativa, la risoluzione di problemi… #curecentratesulpaziente #malattiecroniche

Sorgente: Nothing about me, without me | SaluteInternazionale

 

Gavino Maciocco Tradurre nella pratica quotidiana dei servizi sanitari concetti come Patient-centered care, Patient… #curecentratesulpaziente #malattiecroniche #politicaedeconomiasanitaria

Sorgente: The patient revolution | SaluteInternazionale

 

This Thursday at the headquarters of the British Medical Journal in London, an important announcement will be made about patients’ rights to be actively Sorgente: The Salzburg Statement on Shared Decision Making | e-Patients.net

i medici parlano in medichese:

National studies have found that more than 90 million Americans are unable to adequately understand basic health information.Sorgente: The Importance of Knowing What the Doctor Is Talking About – The New York Times

Poi per palare con i pazienti si deve avere una strategia, si deve aver fatto opera di formazione con tutti gli elementi della squadra e dell’equipe, avere materiale multimediale e soprtattutto essere esperti della materia.

Chi puo’ dare informazioni su una dialisi e sull’accesso vascolare urgente se non il nefrologo? E come affrontare il problema che spesso lo specialista informato e capace e’ assente o solo reperibile?

Le contraddizioni tra chi parla e chi ogni giorno fa, costruendo materiale di informazione, formazione didattica e “perde tempo” in ambualtorio allungando la lista di attesa.

Inoltre nessun indicatore sulla qualita’ della informazione data al paziente, visto che molti pazienti non capiscono cosa dice il medico o nei referti di laboratorio o visita (importanza di capire cio’ che dice il medico : l’articolo del nyt)

 

 

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Scompenso cardiaco, mancata comprensione delle informazioni sanitarie aumenta la mortalità

doctor33

Sorgente: Scompenso cardiaco, mancata comprensione delle informazioni sanitarie aumenta la mortalità

Chi comprende con più difficoltà le informazioni sulla salute ha maggiori probabilità di morire dopo un ricovero per scompenso cardiaco acuto, secondo uno studio pubblicato sul Journal of the american heart association i cui risultati suggeriscono che è importante per gli operatori sanitari di essere a conoscenza della capacità dei pazienti di leggere, comprendere e utilizzare le informazioni sanitarie che vengono date. «Il trattamento dello scompenso cardiaco può essere complesso e difficile da capire in termini di farmaci, assunzione di liquidi e sale o controllo del peso» spiega la prima autrice dell’articolo Candace McNaughton, professore associato di medicina d’urgenza al Vanderbilt university medical center di Nashville. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno monitorato i decessi tra i 1.379 soggetti di età media 63 anni dimessi dopo ospedalizzazione per scompenso cardiaco acuto con sintomi quali difficoltà di respirazione, edemi declivie incremento ponderale da ritenzione idrica. «Durante il ricovero, gli infermieri hanno somministrato ai pazienti lo Health literacy brief, un questionario atto a rilevare le abilità cognitive e sociali che motivano gli individui rendendoli capaci di accedere, comprendere e usare le informazioni utili alla propria salute» esordisce la ricercatrice. «E dopo un follow-up medio di 21 mesi i risultati ottenuti indicano che i pazienti con Health literacy inferiore a 10 in una scala da 3 a 15 punti hanno il 34% di probabilità in più di morire rispetto a quelli con punteggio maggiore» riprende l’autrice dell’articolo, precisando che i pazienti con i punteggi minori erano maschi anziani assicurati con assistenza governativa che non avevano completato la scuola, e che entro i primi 90 giorni dalla dimissione il 30% dei pazienti è stato nuovamente ricoverato e il 14,6% ha richiesto una visita in pronto soccorso. «Disporre di una misurazione accurata, fatta con l’Health literacy, del grado di comprensione delle informazioni sanitarie può essere un modo importante per capire quali pazienti possono avere bisogno di più aiuto dopo la dimissione, magari semplificando le cure o seguendoli più spesso dopo la dimissione» conclude McNaughton.

J Am Heart Assoc. 2015 Apr 29;4(5). pii: e001799. doi: 10.1161/JAHA.115.001799

 

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