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Hypertension Canada’s 2017 Guidelines – AJKD Blog

Sorgente: Hypertension Canada’s 2017 Guidelines – AJKD Blog

 

Gotta: criteri di diagnosi Uric acid

Sorgente: Gotta: criteri di diagnosi

 

Qaasem A et al. Diagnosis of acute gout: a clinical practice guideline from the American College of Physicians. Ann Intern Med.doi:10.7326/M16-0569

 

Qaasem A et al. Management of Acute and Recurrent Gout: A Clinical Practice Guideline From the American College of Physicians Ann Intern Med. doi:10.7326/M16-0570

 

Richette P. et al. 2016 updated EULAR evidence based recommendations for the management of gout. Ann Rheum Dis 2016;0:1–14

 
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Pubblicato da su 5 dicembre 2016 in infovision, malattie renali

 

Batteriuria asintomatica: linee guida e pratica clinica

Batteriuria asintomatica: linee guida e pratica clinica. da Univadis

Batteriuria asintomatica: linee guida e pratica clinica

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Analisi dei fattori che orientano all’antibiotico-terapia

A cura di: Paolo Spriano – MMG
Key words: linee guida, Infezioni, antibiotici

La Batteriuria Asintomatica (BA) è una condizione di comune riscontro nella pratica clinica. La frequenza varia tra diverse popolazioni, a seconda di fattori quali l’età, il sesso e le comorbidità (es. diabete mellito o lesioni del midollo spinale)¹. La frequenza della BA in diverse popolazioni è la seguente: ragazze in età prescolare, 80 anni, 18-43%;uomini di età > 80 anni, 5,4-21%.

Le caratteristiche dei pazienti influenzano anche la microbiologia del ABU. Escherichia coli è l’organismo più comune ed è il più probabile che si verifichi in persone sane. Una varietà di microrganismi può essere trovato, tuttavia, compreso Enterobacteriaceae, Pseudomonas aeruginosaEnterococcus specie, e gruppo B Streptococcus . Negli uomini, è facile il riscontro diEnterococcus e bacilli gram-negativi. I soggetti cateterizzati, residenti in casa di cura, possono avere una BA1 polimicrobica.  Nella maggior parte delle popolazioni di pazienti, il trattamento di BA non è clinicamente utile e di conseguenza lo screening per BA non è raccomandato. La U.S. Preventive Services Task Force Il sconsiglia lo screening per batteriuria asintomatica negli uomini e nelle donne gravide; ci sono prove sufficienti per suggerire che lo screening è inefficace nel migliorare gli esiti clinici².

Secondo le linee guida, nel caso di un riscontro occasionale di BA  non si è tenuti a sottoporre il paziente a terapia antibiotica. Questa raccomandazione vale sempre, ad eccezione di alcuni casi di batteriuria ricorrente nella donna gravida o in previsione di procedure genito-urinarie con possibilità di sanguinamento¹. L’indicazione rimane valida anche alla luce di una recente revisione delle evidenze scientifiche³, ma tuttavia molti medici, di fronte al risultato di un test che mostra la presenza di batteri nelle urine, decidono di trattare, anche se le linee guida lo sconsigliano. E’ evidente che, in questi casi per il medico, decidere di non usare antibiotici non è facile, infatti in alcuni studi circa 80% delle persone con BA ottiene un trattamento antibiotico⁴.

Le linee guida per la BA sono disponibili dal 2005, hanno identificato un piccolo gruppo che può trarre beneficio dalla terapia antibiotica (gravidanza e particolari procedure genito-urinarie), ma non hanno determinato cambiamenti sostanziali nell’uso inappropriato di antibiotici in questa condizione.

Un recente studio pubblicato su Clinical Infectious Diseases⁵ dai ricercatori dell’Università di Toronto, si è basato su un approccio che non prevedeva di comunicare il risultato dell’urinocoltura al medico curante.  Il referto era disponibile solo se il medico telefonava al laboratorio. Sono stati studiati 415 pazienti di cui il 2%, alla valutazione base-line, presentava i criteri per una diagnosi di infezione del tratto urinario (UTI), ma il 48% dei pazienti comunque stava assumendo antibiotici. Nello studio pilota, in cui i medici dovevano chiamare il laboratorio per procurarsi i risultati delle urinocolture, la percentuale dei pazienti trattati è scesa al 12%, dimostrando come intervenire aggiungendo un passaggio al processo di acquisizione del dato microbiologico ne determinasse un valore predittivo più elevato.

Risultato interessante di uno studio che comunque ha bisogno di essere ampliato per poter meglio valutare eventuali effetti negativi dell’approccio alla cura. L’obiettivo finale degli autori era di “salvare i medici dalle loro migliori intenzioni sbagliate” e il metodo proposto sembra efficace. Un passaggio ulteriore verso l’appropriatezza sarebbe di non ordinare urinocolture a tutti, in particolare di non ordinare esami delle urine o colture in pazienti anziani senza sintomi, che non è il pensiero di chi scrive, ma una delle prime cinque raccomandazioni dell’American Geriatrics Society⁶.

Nicolle LE, Bradley S, Colgan R, Rice JC, Schaeffer A, Hooton TM. Infectious Diseases Society of America; American Society of Nephrology; American Geriatric Society. Infectious Diseases Society of America guidelines for the diagnosis and treatment of asymptomatic bacteriuria in adults. Clin Infect Dis. 2005;40:643-654. 

U.S. Preventive Services Task Force. Screening for asymptomatic bacteriuria in adults: U.S. Preventive Services Task Force reaffirmation recommendation statement. Ann Intern Med.  2008;149:43-7

Nicolle LE. Asymptomatic bacteriuria Curr Opin Infect Dis. 2014 ;27:90-6.

Trautner BW. Asymptomatic bacteriuria: when the treatment is worse than the disease. Nat Rev Urol. 2012;9:85-93.

Leis JA, Rebick GW, Daneman N, et al. Reducing antimicrobial therapy for asymptomatic bacteriuria among noncatheterized inpatients: a proof-of-concept study. Clin Infect Dis. 2014;58:980-983.

ABIM. Choosing wisely. Antibiotics for urinary tract infections in older people [American Geriatrics Society]. http://www.choosingwisely.org/doctor-patient-lists/antibiotics-for-urinary-tract-infections-in-older-people/ Accessed June 12, 2014

 
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Pubblicato da su 17 ottobre 2014 in infovision, Linee Guida

 

Hemodialysis |Un interessante libro sulla dialisi. vari autori

Hemodialysis Definition | InTechOpen.

In this special issue, reviews of various aspects of HD therapy were submitted from both groups. In particular, various methods for vascular access were discussed by many contributors (Bell’articolo su: Implementation and Management of Strategies to Set and to Achieve Clinical Targets di Marcelli, Giordana Stuart e gruppo Fresenius). From these reviews, the reader will gain precious hints and suggestions in every day practice. Previously, many textbooks on “Hemodialysis” have been published but they were written by only a couple of authors. However, in this special issue several authors discussed similar subjects, producing precious and fruitful suggestions. This will be very helpful for readers to understand and carry out HD practice. I hope this special issue will contain useful information for those who are involved in HD therapy.

 

Managing Chronic Disease in Hospitalized Patients

JAMA Network | JAMA Internal Medicine | Managing Chronic Disease in Hospitalized Patients.

 

Intradialytic hypotension: Frequency, sources of variation and correlation with clinical outcome – Sands – 2014 – Hemodialysis International – Wiley Online Library

Intradialytic hypotension: Frequency, sources of variation and correlation with clinical outcome – Sands – 2014 – Hemodialysis International – Wiley Online Library.

 
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Pubblicato da su 24 febbraio 2014 in emodialisi e DP, infovision

 

infovision: Improving Outcomes for ESRD Patients: Shifting the Quality Paradigm -Noi lo diciamo da tempo ma ci basiamo sugli indicatori AGENAS!….

 “Clin J Am Soc Nephrol” 

Allen R. Nissenson 
Clin J Am Soc Nephrol 2013; doi: 10.2215/CJN.05980613 

“E’ necessario un nuovo modello qualitativo per consentire a medici, fornitori e autorità regolatorie di assicurare ai pazienti una vita migliore grazie alle terapie tecnicamente complesse e costose che essi stanno ricevendo. Tale paradigma può essere immaginato come una piramide qualitativa: la base è rappresentata dagli indicatori primari (prestazioni eccezionali su tali indicatori sono necessarie, ma non sufficienti per il raggiungimento degli outcome primari). Nel complesso, questi indicatori sono attualmente ben gestiti, ma permane un’eccessiva attenzione su di loro, soprattutto a causa dei dati pubblicati e dei requisiti regolatori. Con solide fondamenta, è giunto il momento di concentrarsi sugli outcome clinici intermedi più complessi quali, la gestione dei fluidi, il controllo delle infezioni, la gestione del diabete, la gestione dei farmaci e le cure terminali. Affrontare con successo gli outcome intermedi porterà miglioramenti anche negli outcome primari: una migliore sopravvivenza, un minor numero di ospedalizzazioni, un migliore approccio del paziente al trattamento e, in definitiva, una migliore qualità della vita. Argomentando questo punto di vista qualitativo nel programma IRC (incrementando la piramide di qualità), la discussione sulla qualità viene riformulata, e così i medici possono indirizzare meglio le loro strutture in direzione di una vigilanza regolatoria e delle esigenze di qualità.” 

 

Noi lo diciamo da tempo ma ci basiamo sugli indicatori AGENAS!…..

 

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